cronaca

Bombe contro chiese, pista veneta

Si pensa a terroristi locali

04 Mag 2004 - 02:26

Sarebbe ristretto all'ambito locale lo scenario entro il quale stanno lavorando gli investigatori che si occupano delle due bombe esplose sabato notte in due chiese del Padovano. Intanto l'inchiesta passa definitivamente da Padova alla Direzione distrettuale di Venezia, competente nelle indagini sul terrorismo. Nonostante la cautela degli inquirenti, pare che la pista veneta sia la più accreditata.

D'altra parte, è la natura stessa degli obiettivi scelti a far pensare ad attentatori che conoscono bene ogni angolo di questa provincia operosa, ogni dettaglio della moderna topografia sovrappostasi all'impianto dell'antico graticolato romano.

Esclusa la pista del terrorismo islamico, non è ancora chiaro quale sia stato l’obiettivo degli attentatori. A colpire potrebbe essere stato qualcuno che non vede di buon occhio proprio chi, nel clero, crede invece nell'integrazione degli immigrati mussulmani nella comunità, come del resto suggerito anche dagli orientamenti diocesani.

Il sindaco di Campodarsego Paola Candiotto parla del suo Comune come di un luogo dove si opera per l'accoglienza e non per l'esclusione. Circa 350 sono gli immigrati che vi risiedono, oltre a quelli che vi vengono ogni giorno per lavorare, e gli imprenditori - dice - sono impegnati in prima persona per dare loro non solo lavoro ma anche aiuto, se necessario. Il Comune da parte sua ha formato almeno una dozzina di mediatori culturali, quadruplicando in questi ultimi due-tre anni la spesa per aiutare i figli degli immigrati a scuola, e contribuisce alle spese per l'affitto e le rette della scuola materna di chi viene giudicato realmente bisognoso. "Piuttosto, dopo gli attentati di sabato - osserva Paola Candiotto - la gente ha ora paura che ce ne siano altri, magari in altri luoghi di aggregazione".

Sull'intento di lavorare per l'integrazione insiste anche il parroco di Villanova Don Clemente Rozzato. "Ci sono famiglie di immigrati qui vicino, e noi cerchiamo di accoglierli - dice - e il nostro volontariato li aiuta anche a trovare lavoro se hanno le carte in regola. Certo, sono loro poi a voler fare la propria vita, a voler mantenere la propria identità". Quanto alla possibilità che gli attentatori siano veneti, e magari fra quelli che borbottano un po', "escludo che possano essere nella mia comunità", dice. Ma ancora non riesce a spiegarsi, don Clemente, come si sia voluto colpire due chiese ed un asilo.