cronaca

Smog, gennaio nero per il pm10

Il record tocca a Torino e Bologna

04 Mag 2004 - 02:17

Aria irrespirabile nelle città italiane a gennaio. Fuori controllo, soprattutto, le polveri sottili, il famigerato pm10. Il record, secondo i dati rilevati da Legambiente, va a Torino e a Bologna, ma tanti altri centri urbani sono messi male quanto a livelli di inquinamento. E il ministero dell'Ambiente pensa alla rottamazione delle vecchie caldaie e delle auto più inquinanti. Intanto, è partito il "Treno verde" a caccia dello smog.

Legambiente ha stilato la classifica in occasione della partenza del Treno verde, che dovrà monitorare proprio i livelli di inquinamento nelle città. Il decreto entrato in vigore quest'anno prevede che le concentrazioni di pm10 non possano superare la soglia di 60 microgrammi al metro cubo per più di 35 giorni all'anno.

Ma a Torino, per esempio, nel solo mese di gennaio, su 28 giorni monitorati, il limite è stato superato per ben 23 volte; a Bologna, addirittura, si sono registrati 29 sforamenti in 31 giorni. Qui il 17 gennaio le polveri hanno toccato il picco di 190 mcg/mc. Ma anche a Padova, su 20 giorni monitorati, il limite massimo è stato superato 13 volte, con un picco di 196 mcg/mc il 16 gennaio. A Roma ci sono stati 9 giorni di sforamento, a Firenze 10.

"Contro questa situazione grave - ha spiegato il presidente di Legambiente, Ermete Realacci - i Comuni non riescono ad andare oltre l'imposizione della circolazione a targhe alterne o la limitazione delle auto non catalitiche. Si tratta di provvedimenti necessari, ma sicuramente insufficienti. Servono invece al più presto - ha sottolineato - piani organici di mobilità alternativa".

Il ministero dell'Ambiente sta lavorando su due fronti per rendere più pulita l'aria delle città: riscaldamenti domestici più ecologici e rottamazione del parco veicoli più inquinanti. Per quanto riguarda i primi, ha annunciato il ministro Altero Matteoli, "entro due settimane finalizzeremo l'accordo di programma con i produttori per arrivare a incentivare l'acquisto delle eco-caldaie". Più arduo invece l'iter per quanto riguarda gli incentivi alla sostituzione dei circa 10 milioni di automobili vecchie e particolarmente inquinanti che ancora circolano in Italia.

"Il progetto è difficile - ha spiegato il ministro - perché ogni volta che ne parliamo mi accusano di voler mettere in difficoltà i meno abbienti, visto che chi possiede le auto più vecchie di solito sono coloro che hanno maggiori problemi economici. Occorre quindi - ha aggiunto - trovare una soluzione per non sfavorire questi cittadini, ci stiamo lavorando, ma le risorse non sono sufficienti".

In viaggio il Treno verde
Cinquanta giorni di viaggio, 10 tappe, 1.500 ore di analisi. Questi i numeri del Treno Verde, il convoglio ecologico appena partito da Roma per monitorare i livelli di inquinamento acustico e atmosferico delle città italiane. L'iniziativa, giunta alla quindicesima edizione, è organizzata da Legambiente e Ferrovie dello Stato. L'eco-treno farà tappa a Bologna, Firenze, Genova, Torino, Milano, Padova, Ancona, Bari e Napoli.

In questi anni, ha spiegato il presidente di Legambiente, Ermete Realacci, "il Treno verde ha avuto il merito enorme di porre all'attenzione dei cittadini, degli amministratori locali e del Governo la pericolosità di sostanze come il benzene, le polveri sottili e gli idrocarburi policiclici aromatici. Quest'opera di sensibilizzazione coinvolge ormai moltissimi cittadini che si aspettano dai sindaci risposte concrete e scelte coraggiose".