"Siate solidali"

Il vescovo di Torino si appella ai cittadini:le case sfitte siano date ai poveri

Il porporato chiede un gesto concreto di solidarietà per chi ha davvero bisogno

27 Apr 2012 - 15:01
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 © LaPresse

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Non lasciare alloggi vuoti, ma affittarli alle persone indigenti, a costi contenuti: è l'appello che l'arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia, rivolgerà ai fedeli che domenica si recheranno nelle loro parrocchie. Il porporato cita le forme di ansia e depressione di tanti dovute alla mancanza di lavoro e ai problemi economici, e guarda ai molti costretti a vivere per strada invitando a fare un gesto concreto per loro.

''Tanti soffrono - spiega Nosiglia - tantissimi sono in apprensione, non pochi arrivano a vivere forme di ansia e di depressione. Da cristiani siamo però coscienti che il buio porta con se' anche un appello, un messaggio, un insieme di segni dei tempi che ci interpella nel nostro modo di vivere la fede e la sequela di Gesù".

Mons. Nosiglia richiama l'attenzione su quanti ''sono costretti a vivere per strada'' o ''si trovano nella necessità di una abitazione più adeguata perché il nucleo si è ingrandito o hanno in carico persone anziane e ammalate''. Sono famiglie in cui ''è entrata potentemente la disoccupazione o la cassa integrazione, dove le risorse si sono sensibilmente indebolite, dove i costi si sono fatti insostenibili''.

In Torino - sottolinea Nosiglia - esiste ''un grande patrimonio di alloggi: più di 2 mila le case signorili, oltre 400 mila tra quelle considerate abitazioni di tipo civile e quelle di tipo economico, 64.500 gli alloggi di tipo popolare.

Tante di esse sono regolarmente abitate ma un buon numero, circa il 40% delle abitazioni private, risulta essere una seconda casa. E tra queste non poche risultano non concesse in affitto o in comodato. Vale a dire case e alloggi sfitti''