"Non ritiro la mia candidatura perché è il Signore che me lo chiede". Non fa nessun passo indietro don Vincenzo Chiodi, parroco in pensione, 78 anni, che ha scelto di candidarsi alle elezioni comunali di Isernia con la lista civica "Il Guerriero Sannita". La Curia non ha gradito e ha inflitto la censura della "sospensione a divinis". Il prete non potrà celebrare l'Eucaristia, né potrà predicare.
"Non ho accettato il decreto della Curia diocesana perché loro non rispettano il diritto canonico, infatti la procedura seguita da loro non è corretta", ha spiegato il sacerdote. L'anziano prete, 78 anni, per 48 anni ha esercitato il suo ministero a Isernia come parroco della Cattedrale.
"E' il secondo decreto che la Cura - ha detto don Vincenzo - tenta di recapitarmi, ma nel modo sbagliato e io non lo accetto. Alla mia porta ha bussato un parroco per notificarmi la censura, ma non funziona così. Io conosco il diritto. Doveva portarlo il cancelliere della Curia alla presenza di due testimoni. Così non è stato quindi non è valido e io lo rifiuto. E' un decreto fasullo. Si sono messi sotto i piedi il diritto canonico e chi fa questo calpesta Cristo".
"La Curia - ha aggiunto - farebbe meglio a interessarsi dei poveri, dei disabili, di chi soffre. Io lo voglio fare entrando in politica per cambiare le cose anche negli enti locali. Sono stato per anni e anni parroco a Isernia, conosco tutti. So quali sono le famiglie in vera difficoltà e imbrogliate dai politici al solo scopo di ottenere voti. Queste sono le cose che devono cambiare. Con la mia candidatura voglio rendere la politica un servizio ai nostri fratelli".
Il precedente con Baget Bozzo
La sospensione dai ministeri è prevista nel codice canonico e, in genere, può essere revocata al termine del mandato elettivo, come accaduto in passato per don Gianni Baget Bozzo, eletto al Parlamento europeo con il Psi.
