Protesta dei taxi, Milano in tilt
A passo d'uomo da Malpensa al Pirellone
Un'altra giornata di caos per Milano, già intasata nei giorni scorsi dalla protesta dei tassisti. In 500 sono partiti dall'aeroporto di Malpensa e sono arrivati sotto al Pirellone. I conducenti delle auto pubbliche viaggiano a 30 chilometri all'ora, per protestare contro l'aumento delle licenze deciso dalla Regione Lombardia. Ma la lotta - promettono - andrà avanti a oltranza.
Il blocco di lunedì I tassisti milanesi protestano per la concessione di nuove licenze nel capoluogo lombardo: il sindaco, Gabriele Albertini, aveva chiesto 500 nuove licenze per far fronte alle carenze del servizio taxi, riscontrabile soprattutto nelle ore di punta, nelle giornate di pioggia e di manifestazioni internazionali in città. Nei giorni scorsi la Regione Lombardia ne ha concesse 300, ma la riduzione del numero di nuovi colleghi non è bastato agli autisti pubblici di Milano, che promettono una "settimana di agitazione" contro l'aumento delle licenze.
Duemila tassisti hanno protestato a colpi di clacson e di fischietti davanti alla sede del Comune, in piazza della Scala: dopo un paio d'ore, alcuni rappresentanti di maggioranza e di minoranza hanno ricevuto una delegazione dei conducenti delle auto pubbliche, che hanno chiesto una verifica sull'efficacia del servizio taxi e una sperimentazione dei turni di lavoro allargata su più fasce orarie.
Proteste anche a Bergamo
Lunedì, intanto, intanto hanno protestato anche i tassisti di Bergamo contro la decisione della Regione di attuare la tariffa unica nei 36 comuni delle province di Milano, Varese e Bergamo che rientrano nel bacino aeroportuale di Linate, Malpensa e Orio al Serio. I tassisti bergamaschi, 46 in tutto, hanno sfilato con un corteo di auto nel centro cittadino.
