sguardo sull'italia

Bocca: "Non sono snob, ma odio la gente"

Conversazione a tutto tondo, spaziando dalla televisione all'Italia dei padroni e dei servi. Ma l'unica cosa buona al mondo, conclude il giornalista, "è un bicchiere al vino".

25 Dic 2011 - 19:51
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 © LaPresse

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"Odio la gente ma non sono uno snob". Così Giorgio Bocca si definiva in una intervista a Massimo Gramellini de La Stampa. Una conversazione a 360 gradi, spaziando dalla televisione e da Berlusconi all'Italia dei padroni e dei servi. Ma l'unica cosa buona al mondo, conclude il giornalista, "è un bicchiere al vino".

Bocca accusa la sinistra ma difende i leader del Pci, i quali "non avevano bisogno di rubare: ricevevano i soldi dall’Urss. E poi per loro rubare era ancora un delitto". Severo poi il suo giudizio di Berlusconi: "Ha capito che i peccati sessuali sono un'arma di potere. Fa politica con un giornale di gossip e così riesce a uccidere gli avversari".

Per Bocca il popolo è una massa grigia. "La storia d'Italia l'hanno fatta le minoranze. I Mille di Garibaldi e della Resistenza, minoranze estreme che muovono un popolo egoista, grigio. È stata la Chiesa a diseducarlo con confessioni e giubilei". A chi lo accusa di essere snob, il giornalista risponde in maniera lapidaria: "L'italiano è il contrario dello snob. Noi siamo melodrammatici".

E la tv? Bocca ammette di guardarla anche se si annoia. "La tv è una filodrammatica: tutti nella vita recitano come se fossero in tv. La guardo molto. Spesso mi addormento davanti. Ormai è una ripetizione di tutto. Persino il cattivo gusto è diventato difficile da rinnovare". In mezzo a questa desolazione, c'è almeno una speranza: "L'unica cosa veramente buona che esiste al mondo. Un bicchiere di vino".