cronaca

Manca organico, stragi impunite

Ferme indagini su episodi ultima guerra

03 Mag 2004 - 22:58

Le stragi neofasciste che hanno insanguinato l'Italia del Centro-Nord durante l'ultima guerra, tra cui quelle di Marzabotto (in provincia di Bologna, 955 vittime) e di Sant'Anna di Stazzema (in provincia di Lucca, 560 vittime), sono rimaste impunite per carenza d'organico. Lo ha denunciato il Procuratore Generale Militare, Vindicio Bonagura, sottolineando che il problema è drammaticamente attuale.

L'appello del Pg Bonagura è stato lanciato nel corso dell'inaugurazione dell'Anno giudiziario militare. "E' indubbio - ha detto il Procuratore generale - che la giustizia italiana e la giustizia militare, in particolare, sono debitrici nei confronti delle popolazioni colpite da quelle stragi, quantomeno di impegno assoluto per tentare di recuperare ciò che può essere ancora recuperato dopo tanti anni di inerzia. Questo impegno non manca, ma finora non è stato e non poteva essere sufficiente a portare a conclusione le indagini in corso, se si considera che, presso l'ufficio interessato (la procura militare della Repubblica di La Spezia), sono in servizio due soli magistrati su un organico che ne prevede quattro e che, fino all'estate scorsa, erano presenti due soli operatori di polizia giudiziaria, mentre, secondo la legge (inattuata), avrebbero dovuto esservene almeno otto (a decorrere dal 1989)".

Una questione quella della carenza di organico che è strettamente attuale, come testimonia l'accorato appello rivolto nei giorni scorsi al Parlamento dei sindaci dei comuni che sono stato teatro di queste stragi (da Marzabotto a Sant'Anna, da Bolzano, a Genova, da La Spezia a Carpi, Capistrello, Barletta, Roccaraso, Larciano): un appello perché venga istituita al più presto la Commissione di inchiesta sul cosiddetto "armadio della vergogna", già passata alla Camera e attualmente all'esame del Senato.

I sindaci interessati chiedono che la proposta di legge venga approvata senza emendamenti "perché la vicenda rischia di diventare una storia infinita, impedendo di avere finalmente verità e giustizia". Qualora la loro richiesta venisse accolta, sarebbe istituita una Commissione di inchiesta sulle responsabilità intorno alla vicenda di quell'armadio rinvenuto per caso a Palazzo Cesi, sede della Procura generale militare a Roma, in cui erano stati occultati 695 fascicoli relativi ad altrettante stragi compiute in Italia fra il 1943 e il 1945.

Proprio il sindaco di Marzabotto, Andrea De Maria, aveva sottolineato negli incontri avuti al Senato che "dopo 58 anni migliaia di morti per crimini nazifascisti in Italia aspettano ancora giustizia". "E' doveroso indagare sulle responsabilità dell'occultamento dei fascicoli sulle stragi e fare ogni sforzo affinché si arrivi finalmente ai processi quando ancora è possibile. E prima che sia troppo tardi".