IL "TAGLIO" DELLA VERITA'?

Rea, i legali di Parolisi: una ferita lo scagionaMa il consulente del pm smonta la loro tesi

Gli avvocati del soldato: "Impossibile che Salvatore abbia provocato quel piccolo taglio, il consulente del pm ha preso un abbaglio"

25 Nov 2011 - 13:00
 © LaPresse

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Una ferita sulla coscia destra di Melania Rea, lasciata dal polsino di un indumento a manica lunga con zigrinature, scagionerebbe Parolisi. Gli avvocati del caporalmaggiore, in carcere con l'accusa di aver ucciso la moglie il 18 aprile a Ripe di Civitella (Teramo), ritengono che dietro quel taglietto ci sia la firma del vero assassino. Lui, Parolisi, non aveva nulla addosso che potesse lasciare una simile traccia sul corpo della moglie. Il perito del pm Adriano Tagliabracci sentito da News Mediaset smonta però la loro tesi. Secondo il consulente la ferita sarebbe stata provocata dalla cerniera della giacca di Melania.

"Parolisi non può aver lasciato quei segni - diconogli avvocati Nicodemo Gentile e Valter Biscotti - perché quel pomeriggio, così come inequivocabilmente risulta da testimonianze anche video, indossava una t-shirt a maniche corte, quindi prive di polsini o altro elemento suscettibile di lasciare simili tracce".

I difensori di Salvatore si chiedono come mai questo dato fondamentale sia stato trascurato dalla Procura di Teramo. Sulla gamba della vittima sono state rilevate tracce di sangue che sono state prodotte per contatto con un indumento insanguinato sulla porzione di cute priva di sostanza ematica, dunque pulita.

"Gli investigatori - dicono ancora i due avvocati - citano testualmente 'una traccia di questo tipo che esibisce anche una ipotetica geometria è presente sulla coscia destra ed è caratterizzata da piccoli segmenti paralleli verosimilmente riconducibili al contatto di qualche indumento insanguinato'".

"Sembra quindi trattarsi proprio di un polsino insanguinato di indumento a manica lunga - aggiungono Gentile e Biscotti - perché le zigrinature dello stesso sono perfettamente rispondenti e compatibili alle tracce lasciate da tale tipo di indumento imbrattato di sangue in una zona pulita".

"Il consulente del pm - conclude Biscotti - ha preso un abbaglio: è impossibile che sia stata la cerniera della giacca della vittima a provocare la traccia ematica, e noi avevamo già analizzato e scartato questa eventualità".