l'inchiesta

Enav, Cola: "Tangenti? Ad Selex sapeva"

Pm: "Borgogni si occupava di contribuzioni illecite ai partiti"

22 Nov 2011 - 10:50
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 © Ansa

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Il "consulente globale" di Finmeccanica, Cola, interrogato dai pm di Roma riferì che "si parlava con l'ad (di Selex, ndr) Marina Grossi del fatto che per lavorare in Enav occorreva pagare tangenti. E' un sistema che lei ha ereditato e che ha continuato a realizzare". Inoltre, il pm scrive che da un'intercettazione "si evince che il ruolo di Lorenzo Borgogni, in Finmeccanica, fosse anche quello di occuparsi di contribuzioni illecite ai partiti".

''Io sono stato certamente parte del sistema di corruzioni esistente in Enav, per conto di Selex, societa' gestita da noi di Finmeccanica, ma non ho mai realizzato direttamente provviste, ne' consegnato denaro ai fini corruttivi: non era il mio ruolo e non ho fatto questo, tranne un episodio''. La verita' di Lorenzo Cola, ''consulente globale'' di Finmeccanica, ex braccio destro del presidente Pier Francesco Guarguaglini (che oggi ammette ''con rammarico di aver fatto un grave errore di valutazione''), gia' condannato a 3 anni e 4 mesi, sono contenute in una decina di interrogatori resi ai pm di Napoli e Roma.

''Sapevo e certamente partecipavo a un sistema che prevedeva la remunerazione'' di esponenti politici e manager, confessa Cola il 24 agosto scorso. E sembra non fosse il solo. Il consulente, infatti, in piu' interrogatori sostiene che anche Marina Grossi, ad di Selex (e moglie di Guarguaglini) riconfermata oggi, sapeva. ''Il sistema delle sovraffatturazioni - afferma Cola - ha origine almeno dal periodo Prudente'', l'allora direttore di Alenia, poi diventata Selex. ''E' continuato successivamente e certamente l'ing. Grossi ne era al corrente''. ''L'ing. Grossi - aggiunge - sapeva anche che con le disponibilita' extracontabili venivano pagati i vertici di Enav per l'assegnazione dei lavori a Selex''. Cola prosegue: ''Si parlava con l'ad Grossi del fatto che per lavorare in Enav occorreva pagare tangenti. E' un sistema che lei ha ereditato e che ha continuato a realizzare. Con me, in particolare, ne ha parlato in un'occasione specifica, dicendomi: 'con questi di Enav e' molto difficile lavorare, ogni cosa bisogna pagare'. Io risposi: 'occorre fare come faceva Prudente'. Peraltro, negli ultimi tre anni la Grossi non poteva davvero lamentarsi, perche' ha ricevuto un sacco di lavori per effetto della circostanza che il sistema cosi' costruito pagava tangenti attraverso le sovraffatturazioni''.

A differenza della moglie, invece, secondo Cola ''Guarguaglini non aveva contezza di questo sistema illecito''. Tra i politici e manager ''remunerati dal sistema'', a detta del ''consulente globale'' , c'e' Ilario Floresta, ex deputato di Forza Italia, ''nella sua qualita' di Cda di Enav, perche' le sue determinazioni fossero favorevoli a Finmeccanica-Selex''. Di Floresta, dice Cola ai pm, ''feci assumere la figlia in una delle societa' del gruppo''.

C'e' poi ''l'on. Bonferroni, espressione dell'Udc'', al quale ''agli inizi del 2008'' sarebbero stati dati ''300-350.000 mila euro in contanti'', provenienti ''da sovrafatturazioni di societa' che lavoravano con Selex'' E' ''l'unico episodio'' in cui Cola avrebbe personalmente consegnato i soldi a Lorenzo Borgogni, che si occupava ''delle relazioni istituzionali, intese anche come erogazioni di somme di denaro''. ''In sintesi - afferma il consulente di Finmeccanica - Borgogni mi aveva fatto la richiesta di denaro, io la girai a Iannilli (commercialista arrestato - ndr), che preparo' il contante e me lo fece trovare in busta sulla mia autovettura, guidata dal mio autista... Io raggiunsi l'ufficio di Borgogni, dentro vi trovai due persone una delle quali mi venne presentata da Borgogni come il Bonferroni, cui venne consegnato il denaro. In seguito ho verificato effettivamente che la persona in questione era Bonferroni''. Cola aggiunge di non essere in grado di dire se all'epoca questi fosse membro del Parlamento, ma ''per noi del gruppo, Bonferroni era espressione dell'Udc. Credo ancora tesserato dell'Udc e comunque per noi costituiva un riferimento politico preciso''.

Riguardo al potere di nominare il Cda di Enav, Cola spiega che questo formalmente spettava al Ministero dell'Economia, ma ''sul piano sostanziale la nomina era il frutto di una precisa ripartizione politica''. ''In concreto - dice l'ex consulente di Finmeccanica ai pm - nella prima fase, ossia tra il 2001 e il 2002, vi era un cosiddetto tavolo delle nomine o laboratorio all'interno della maggioranza, composto da Brancher, Cesa, Gasparri o La Russa e un uomo della Lega - che cercava di comporre gli equilibri politici ai fini delle nomine, ancorche' non sempre le indicazioni derivate da questo luogo politico venivano eseguite''. Quanto ai ''riferimenti politici'' dei vari soggetti che si sono succeduti nel tempo al vertice di Enav, aggiunge Cola, ''Pugliesi (l'ad finito ai domiciliari - ndr) e' stato sempre in quota Udc, originariamente riferibile a Baccini. Devo aggiungere che dentro Finmeccanica il riferimento e' Bonferroni, deputato ancora ora confermato nel ruolo di Cda di Finmeccanica Holding''.

Ma ''nell'ultima tornata di nomine'' per l'Enav, ''fui messo a conoscenza - dice in un altro interrogatorio Cola - che il ministro Matteoli aveva ottenuto un accordo con Tremonti per il quale avrebbe potuto lui decidere le presidenze delle societa'''. Da qui l'interesse di Pugliesi ad ''ingraziarsi'' Matteoli. Cosa che avrebbe fatto, sostiene sempre Cola, attraverso ''l'operazione Optimatica'', societa' che avrebbe poi assunto un parente del ministro.