Bpm, perquisito l'ufficio dell'ex presidente Ponzellini
Milano, si indaga per associazione a delinquere
© Guardia di Finanza
La Guardia di Finanza di Milano ha eseguito una serie di perquisizioni, anche a carico di Massimo Ponzellini, ex presidente della Bpm e attuale presidente di Impregilo, nell'ambito di un'inchiesta per i reati di ostacolo all'attività di vigilanza di Bankitalia e associazione per delinquere. Nell'inchiesta ci sono tre indagati. Le perquisizioni sono state effettuate anche negli uffici milanesi di Impregilo e nelle sedi milanesi e romane di Bpm.
Gli inquirenti avrebbero ipotizzato il reato di associazione per delinquere perché, oltre all'accusa specifica di ostacolo alle attività di vigilanza, stanno valutando anche altre condotte che potrebbero essere contestate in seguito agli indagati. I pm di Milano Mauro Clerici e Roberto Pellicano e i finanzieri del nucleo di polizia tributaria della Gdf, infatti, stanno facendo accertamenti anche su altri finanziamenti 'sospetti' concessi dalla Bpm, fino ad un mese fa guidata da Ponzellini, oltre a quello dato alla società Atlantis-BpPlus.
Le indagini nascono dai rilievi dell'ispezione di Bankitalia della scorsa estate, che aveva messo in evidenza alcune criticità su alcuni crediti concessi da Bpm. In particolare, Atlantis risulta controllata da societa' off-shore delle Antille Olandesi che sono riconducibili a Francesco Corallo, figlio di Gaetano, condannato per reati di criminalità organizzata.
Francesco e Gaetano Corallo non risultano indagati nell'inchiesta. Secondo i pm, Ponzellini si sarebbe 'speso' in prima persona per concedere i finanziamenti da 148 milioni, malgrado altri esponenti della consiglio d'amministrazione della banca fossero contrari. La linea di credito, secondo gli inquirenti, sarebbe stata concessa violando le norme anti-riciclaggio, proprio perché in favore di un veicolo controllato da finanziarie off-shore.
