CINQUE VITTIME

Barletta, nove iscritti nel registro degli indagatiLa folla agli amministratori: "Fuori, dimettetevi"

Al funerale l'estremo saluto alle 4 operaie e alla giovane figlia dei titolari del maglificio crollatoIl padre della ragazza tra gli indagati dalla procura di Trani. Il sindaco: "Ho operato nella legalità"

06 Ott 2011 - 21:37
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 © Ansa

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"Prego per le vittime": così Benedetto XVI ha voluto esprimere la sua vicinanza alle famiglie delle cinque donne morte nel crollo della palazzina nel centro di Barletta. Il messaggio del Papa è stato letto da monsignor Giovan Battista Pichierri durante l'omelia ai funerali: Benedetto XVI ha manifestato inoltre la sua "sentita partecipazione" al "dolore di tutta la città", rivolgendo alle famiglie la propria "affettuosa parola di solidarietà".

Le esequie si sono svolte all'aperto con i feretri disposti su un palco in piazza Aldo Moro, nel centro cittadino di Barletta, oggi in lutto, a poche centinaia di metri dal luogo del crollo della palazzina in cui le giovani donne hanno perso la vita.

Ad assistere, oltre alla folla commossa, numerose autorità tra cui il ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna, il presidente della Regione, Nichi Vendola, e i segretari generali dei principali sindacati: Cgil, Susanna Camusso, Cisl, Raffaele Bonanni, Uil, Luigi Angeletti, di Ugl, Giovanni Centrella.

La folla chiede la testa degli amministratori

"Fuori, fuori, dimettetevi". Lo urla una folla di persone che si è radunata sotto il municipio di Barletta occupando l'antistante Corso Vittorio Emanuele, subito dopo la fine dei funerali. La folla espone uno striscione con su scritto "I vostri profitti non valgono cinque vite! Dimissioni" chiedendo di parlare con il sindaco, Nicola Maffei (Pd), che si è chiuso nella sua stanza.

Il sindaco si difende: "Ho operato nella legalità"
Il primo cittadino di Barletta, Nicola Maffei, si difende dopo la protesta sotto il municipio della cittadina pugliese. "E' facile accusare qualcuno - ha detto Maffei - questi sono momenti di poca lucidità per tutti. Io, però, ho operato nel rispetto della legalità e assicuro piena collaborazione ai magistrati".

Nove iscritti nel registro degli indagati
La Procura di Trani che indaga sul crollo della palazzina nel centro di Barletta che ha provocato la morte di 4 operaie di un maglificio e di una 14enne, figlia dei titolari del laboratorio, avrebbe emesso nove avvisi di garanzia firmati dal sostituto procuratore, Giuseppe Maralfa. Gli indagati sono tecnici del Comune e dell'impresa che si occupava dei lavori nella zona.

Tra loro c'è il titolare del laboratorio di confezioni. L'uomo, Savio Cinquepalmi, è il padre di Maria, la ragazzina 14enne morta nel crollo. Indagati anche il dirigente del settore edilizia pubblica e privata del Comune di Barletta, architetto Francesco Gianferrini, l'ingegnere e il geometra dell'ufficio tecnico del Comune che compirono il sopralluogo il 30 settembre, Rosario Palmitessa e Roberto Mariano, e il vigile Giovanni Andriolo, in forza al settore edilizia della polizia municipale. Gli altri quattro indagati sono il titolare dell'impresa che avrebbe costruito un nuovo edificio dopo la rimozione del rudere accanto allo stabile crollato, Cosimo Giannini, l'architetto dell'impresa Giovanni Paparella, i due responsabili della ditta a cui i lavori erano stati appaltati, i fratelli Salvatore e Andrea Chiarulli.

L'archivescovo: "Legittima richiesta di verità"

"Non ci sono parole umane efficaci di consolazione, ma solo di esigente, legittima richiesta di verità: di chi è la responsabilità del drammatico accaduto?" ha detto l'arcivescovo di Trani, Barletta e Bisceglie, mons. Giovan Battista Pichierri.

Le cinque vittime
L'arcivescovo ha ricordato i nomi delle vittime: Antonia Zaza, di 36 anni, Matilde Doronzo, di 33 anni, Giovanna Sardaro, di 30, Concetta Tina di 38 anni, Maria Cinquepalmi, di 14 anni. Di chi sono le responsabilità? "A questa domanda - ha detto Pichierri - saprà dare risposta solo un'indagine seria della magistratura che già si è mossa in tal senso" Poi ha citata il Presidente Napolitano "L'inaccettabile ripetersi di terribili sciagure, laddove si vive e si lavora, impone l'accertamento rigoroso delle cause e delle responsabilità".

Per mons. Pichierri sono "significativi quei due Crocifissi rimasti appesi su quel muro che si affaccia sulle rovine". "Noi crediamo che Gesù - ha proseguito - presente nella vita terrena delle cinque nostre sorelle, in forza della sua incarnazione, morte e risurrezione, non le ha abbandonate, perché le ha amate da sempre facendo sua la loro morte e donando loro la sua vittoria sulla morte con la risurrezione".

"Le loro bare ci danno ancora tristezza, e, forse, anche rabbia. Solo la Parola di Dio ci ridona la fede, la speranza, la carità che devono sempre contrassegnare la vita del cristiano e di quanti sono aperti alla ricerca di Dio" ha detto ancora nell'omelia mons. Pichierri.

"Abbiamo vissuto nella giornata di lunedì scorso, lunghissime ore drammatiche all'insegna della speranza di estrarre dalle macerie, "vive", le cinque vittime". "Con sommo dolore - ha continuato - abbiamo costatato che ogni sforzo umano, nobilissimo e degno di ogni lode, non ci ha dato la gioia di vedere il volto vivo delle nostre sorelle".