Caso Rea, Salvatore Parolisi scrive dal carcere: "Sono innocente, tanti mi chiederanno scusa"
Anteprima Tgcom, ecco la lettera del caporal maggiore: "Non mi viene perdonato il tradimento"Quarto Grado ha mostrato la missiva integrale
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Dolore e rabbia si mescolano nella lettera scritta di proprio pugno da Salvatore Parolisi, in carcere con l’accusa di aver ucciso la moglie, Melania Rea. Il caporal maggiore, che continua a professarsi innocente, accusa la distanza dalla figlia Vittoria e si dice convinto che, presto o tardi, tante persone dovranno chiedergli scusa. E si firma come “Il vostro detenuto innocente”.
Ecco alcuni stralci della missiva che verrà mostrata integralmente durante la trasmissione Quarto Grado, in onda questa sera in prima serata su Rete 4.
"Il carcere, è un mondo nel mondo e solo chi lo vive può capire quanta sofferenza può dare. Sofferenza che diventa dolore lancinante quando lo si vive da innocente come succede a me. Ormai sono l’uomo al muro, niente mi è stato perdonato, la mia difficoltà di ammettere subito un errore commesso è diventata la mia condanna, non mi viene perdonato il tradimento anche se ormai alcuni giudici hanno scritto che tradire non è reato e che quello non può essere il movente. Sono molto dispiaciuto del fatto che rispetto alla mia difesa molte cose contestate non hanno avuto ancora nessuna risposta oppure risposte superficiali e poco credibili".
"Sono molto amareggiato per il fatto che devo vivere il carcere, soprattutto lontano…da mia figlia Vittoria che ancora, senza validi motivi, non sono riuscito a stringerla a me, neanche un bacio né una carezza e sentire il suo profumo ricordando anche mia moglie e ricaricandomi di forza d’animo…"
"...Soffro e continuerò a soffrire con la certezza però che la stessa giustizia che oggi mi accusa ingiustamente, quanto prima farà il suo corso, affermando la mia assoluta estraneità ai fatti. Cosicché tante persone allora apriranno gli occhi per potermi chiedere scusa".
"Il vostro detenuto INNOCENTE Salvatore Parolisi"
