L'INCHIESTA DI NAPOLI

Legale: "Berlusconi non va dai pm di Napoli"Il Pdl al Csm: "Vigilare, la situazione è grave"

"Difformità interpretative, escluso l'interrogatorio", dice il legale del premier

16 Set 2011 - 20:18
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 © LaPresse

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"Allo stato Berlusconi non si presenta ai pm di Napoli": così l'avvocato Piero Longo, uno dei difensori del premier, riguardo alla richiesta dei magistrati di Napoli di sentire il presidente del consiglio come teste nell'inchiesta per estorsione che vede indagato Gianpaolo Tarantini. Come già spiegato da Niccolò Ghedini, altro difensore del premier, la presentazione del memoriale scritto da Berlusconi rende superflua la sua audizione di fronte ai pm.

"Confermo che allo stato non andrà. Ci sono ancora difformità interpretative tra la Procura della Repubblica (di Napoli, ndr) e la difesa" del premier, ha detto Longo. I pm, infatti, avrebbero preferito incontrare Berlusconi senza la presenza degli avvocati, dettaglio non gradito dai legali.

Le date offerte e l'ipotesi di accompagnamento coatto
La Procura ha indicato quattro possibili date per l'audizione: giovedì 15, venerdì 16, sabato 17 e domenica 18, dalle 8 alle 20. Il procuratore Lepore aveva però detto che se il premier non fosse stato disponibile avrebbe "o fornito ulteriori date o valutato il da farsi in quel momento". Una valutazione che non esclude l'accompagnamento coatto, "che è un'ipotesi prevista dal codice per tutti i testimoni", anche se "i deputati hanno le loro garanzie e cioe' questa eventualità deve essere autorizzata dalla Camera".

"Lunedì sarà presente all'udienza sul caso Mills"
Il presidente del Consiglio sarà in aula lunedì prossimo per la ripresa del processo Mills che lo vede imputato per corruzione in atti giudiziari. Lo ha spiegato l'avvocato Longo il quale ha chiarito che Berlusconi ha disdetto degli impegni istituzionali già fissati: ovvero la sua visita negli Usa. L'ultima udienza del processo Mills (l'avvocato inglese è stata condannato in primo e secondo grado a 4 anni e mezzo e poi la Cassazione ha dichiarato la prescrizione) si era tenuta lo scorso 18 luglio.

Il processo riprenderà il 19 settembre con la testimonianza in videoconferenza dalla Svizzera di Maria De Fusco, che era amministratore del trust Struie, uno dei fondi attraverso i quali, secondo le indagini del pm di Milano Fabio De Pasquale, transitarono 600 mila dollari. Cifra che, secondo l'accusa, sarebbe stata versata dal premier come ricompensa per le testimonianze reticenti dell'avvocato d'affari inglese in due vecchi processi (All Iberian e presunte tangenti alla Gdf) che vedevano coinvolto Berlusconi.

Pdl: "Situazione grave, Csm deve vigilare"
"La situazione è molto grave e preoccupante, e chiediamo al presidente e al vicepresidente del Csm di esercitare la massima vigilanza". Cosi' in una nota congiunta i capigruppo del Pdl di Camera e Senato, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri. La richiesta di un intervento dell'organo di autogoverno della magistratura, arriva in relazione alla pubblicazione di "intercettazioni" di conversazioni "irrilevanti ai fini penali ma altamente lesive della privacy e dignità delle persone". Cicchitto e Gasparri sottolineano "l'aberrante tentativo in atto di capovolgere la realtà, nobilitando i comportamenti illeciti come fossero la normalità e anzi un motivo di onore, e additando al pubblico ludibrio coloro che rispettano la legge".

Vietti risponde
Il Csm è stato ed è vigile nell'esercizio delle proprie attribuzioni, ovviamente nel rispetto delle norme che regolano i procedimenti giurisdizionali''. Lo assicura il vicepresidente del Csm, Michele Vietti, così rispondendo, con una nota, alla sollecitazione dei capigruppo di Camera e Senato del Pdl. Vietti ricorda di aver fatto un ''esplicito richiamo al dovere di segretezza e di discrezione'' in occasione del plenum del 7 settembre scorso.