PAROLA AI PM

Tarantini, consegnata la memoria del premierInterrogato l'avvocato Niccolò Ghedini

Lepore: "Non basta, Berlusconi va sentito". Indicate le possibili date per l'interrogatorio, esclusa l'ipotesi di accompagnamento coatto

13 Set 2011 - 21:09
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 © Ap/Lapresse

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L'avvocato Michele Cerabona ha consegnato in procura a Napoli la memoria in cui il premier, Silvio Berlusconi, ricostruisce l'elargizione di denaro all'imprenditore Gianpaolo Tarantini, accusato di estorsione nei suoi confronti. La procura, intanto, ha indicato a Berlusconi quattro possibili date per l'interrogatorio in qualità di persona offesa. Esclusa l'ipotesi di accompagnamento coatto per il premier.

In merito alla memoria difensiva, Cerabona non ne ha divulgato il contenuto perché, ha sottolineato, si tratta di un documento coperto dal segreto di indagine. "Devo ancora leggerla", ha detto il procuratore di Napoli, Giovandomenico Lepore. Poi, in merito all'annullamento dell'interrogatorio previsto martedì, Lepore ha sottolineato che "la memoria difensiva del premier Berlusconi non basta ad evitare il faccia a faccia coi magistrati. Va sentita la parte lesa, noi abbiamo elementi per pensare che ci sia un'estorsione e la vittima, il premier, nega l'estorsione, quindi dobbiamo sapere i particolari. La memoria difensiva non basta perché‚ è una versione unilaterale, vanno fatte le domande e ci sono fatti specifici da contestare".

La procura ha quindi indicato quattro possibili date per l'interrogatorio di Silvio Berlusconi: giovedì 15, venerdì 16, sabato 17 o domenica 18 settembre, dalle ore 8 alle ore 20. "Le controdeduzioni - continua Lepore - con domande da parte dei magistrati sono necessarie per fare chiarezza, non per senso di persecuzione nei confronti di qualcuno. Nessun cittadino si può sottrarre a suo piacimento all'esame da parte dei magistrati. Lo stesso Presidente della Repubblica può essere sentito come teste, con prerogative come quella di essere sentito al Quirinale, ma non si può sottrarre".

Interrogato Niccolò Ghedini
I pm di Napoli Henry John Woodcock Francesco Curcio e Francesco Piscitelli si sono recati nella Capitale per interrogare il parlamentare del Pdl e avvocato Niccolò Ghedini nell'ambito dell'indagine sul presunto ricatto al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il legale è stato sentito in qualità di persona informata sui fatti nell'ambito dell'indagine della Procura di Napoli sul presunto ricatto ai danni proprio del premier. L'interrogatorio dell'onorevole Ghedini è avvenuto negli uffici della Direzione nazionale antimafia e si è concluso martedì sera.

Lepore: "Nessun accompagnamento coatto"

Il procuratore di Napoli ha poi escluso l'ipotesi di un accompagnamento coatto nel caso il premier si rifiutasse di incontrare i pm. "Nessun appuntamento è stato ancora fissato. E certo non possiamo fare accompagnare in maniera coatta il premier. Possiamo solo rivolgerci al Parlamento", ha detto Lepore.

"Berlusconi non sta fuggendo"
"Non credo - continua Lepore - che il premier stia fuggendo dai magistrati, comunque non si è presentato. Cercheremo un'altra data nei prossimi giorni. Sui motivi che hanno indotto il presidente ad andare a Bruxelles non possiamo fare valutazioni, se non quella formale. Se anche avessi un dubbio che è un viaggio di comodo, quel dubbio rimarrebbe in me, non lo potrei esternare".

"Per il momento il premier è parte lesa"
Lepore ha respinto il sospetto di volere fare una "trappola" al premier, convocandolo come parte lesa ma col rischio di tramutare la sua posizione in indagato, come si legge su qualche giornale. Però non ha escluso l'eventualità: "Berlusconi è parte lesa, non indagato. Naturalmente se lui desse una versione che contrasta con alcuni elementi obiettivi che abbiamo a disposizione, allora bisogna che una delle due posizioni prevalga sull'altra. Quindi naturalmente c'è questa possibilità, ma fino a un certo punto".

Pdl: "Ennesima violazione, ora gli ispettori"
Nuova offensiva del Pdl contro i pm di Napoli che stanno indagando sul caso "Lavitola-Tarantini". I deputati Enrico Costa e Manlio Contento hanno appena depositato un'altra interrogazione a Montecitorio per chiedere al ministro della Giustizia Nitto Palma di mandare gli ispettori negli uffici della Procura. I motivi dell'intervento sono le dichiarazioni del magistrato Lepore secondo il quale la memoria difensiva del premier "non basta" e il fatto che i pm abbiano deciso di "sollevare" dal segreto professionale i difensori di uno degli imputati con decreto. Cosa che secondo l'art.200 del codice penale toccherebbe al giudice, ma solo come 'extrema ratio'.

E il ministro interviene
Il ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma disporrà ulteriori accertamenti a seguito dell'interrogazione presentata oggi dai parlamentari del Pdl Enrico Costa e Manlio Contento con la quale è stato chiesto l'invio degli ispettori a Napoli. In particolare - secondo quanto si è appreso - il Guardasigilli chiederà per iscritto alla procura generale di Napoli notizie sull'audizione dei difensori di Gianpaolo Tarantini.