Corsa in verde

Tensione al primo Giro di Padania Rifondazione blocca la tappa inaugurale

Tafferugli durante la corsa in verde, un poliziotto finisce in ospedale. Gli organizzatori: "Incivili"

06 Set 2011 - 20:31
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 © Ansa

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Un agente ferito, il percorso modificato e tensione alle stelle tra corridori e manifestanti. E' il bilancio della prima tappa del Giro di Padania, partito questa mattina a Paesana, in Piemonte, e conclusosi a Laigueglia, in Liguria. A bloccare la gara sono stati i rappresentanti di Rifondazione Comunista, guidati dal segretario nazionale Paolo Ferrero, ed esponenti della Cgil. Un poliziotto è finito all'ospedale.

I manifestanti sono entrati in azione a Mondovì, circa 70 chilometri dopo il via annunciato dal consigliere regionale Renzo Bossi. Gli organizzatori, come rivela il sito web campioni.cn, hanno cercato di scongiurare il contatto con i corridori modificando all'ultimo istante il percorso ma i dimostranti non si sono persi d'animo e hanno raggiunto il gruppo.

Sono volate parole grosse e spintoni e un poliziotto è rimasto ferito, investito da un'ammiraglia che seguiva il gruppo. Le forze dell'ordine sono riuscite poi a riportare l'ordine e la corsa è ripresa come da programma.

In Liguria, ad Alassio, sono poi apparsi diversi striscioni che contestavano la Lega Nord.

Poco dopo il passaggio dalla città del Muretto, i corridori hanno raggiunto Laigueglia, sul cui Lungomare si è imposto, per la cronaca, Sacha Modolo. Domani sarà il primo corridore a indossare la maglia verde di leader della corsa.

Il Giro di Padania è organizzato da un'associazione presieduta dal sottosegretario agli Interni del Carroccio Michelino Davico. Domani andrà in scena la seconda tappa, da Loano a Vigevano.

L'organizzatore Davico: "Colpa della politica"
Conclusa la prima tappa, l'organizzatore Michelino Davico, esponente della Lega, ha indetto una conferenza stampa attaccando i politici locali: "La responsabilità è dei sindaci e dei politici che in queste settimane con le proprie dichiarazioni e con i propri comportamenti hanno contribuito ad aumentare la tensione nei confronti del Giro di Padania. Gli organizzatori stigmatizzano ogni ulteriore forma di violenza rivolta contro la corsa e gli atleti che da ogni parte del mondo sono giunti a Paesana per prendere parte alla gara". In una nota, Davico aggiunge: "Tali comportamenti sono segno di assoluta inciviltà oltre che di una grave mancanza di spirito di accoglienza che non possono e non devono trovare spazio all'interno della nostra società civile".

Ivan Basso: "In bici per correre, la politica non c'entra"
Il corridore Ivan Basso critica i dimostranti che hanno tentato di bloccare la prima tappa del Giro di Padania. "Ci hanno urlato andate a lavorare, qualcuno ci ha anche spinto. E' giusto scioperare e manifestare, ma non è giusto superare il limite". Basso aggiunge: "Noi eravamo in bici per correre, siamo degli atleti. Oggi era una festa dello sport. Qui la politica non c'entra".

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