ricatti al premier

Tarantini sentito dal gip per 6 ore

Napoli, i suoi legali chiedono la scarcerazione

03 Set 2011 - 20:31
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 © Ansa

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E' durato sei ore l'interrogatorio di garanzia di Giampaolo Tarantini davanti al gip del tribunale di Napoli. l'imprenditore - in carcere da tre giorni per la presunta estorsione ai danni del premier - ha ammesso di aver ricevuto denaro da Silvio Berlusconi ma per difficoltà economiche. I suoi legali hanno chiesto la scarcerazione. Intanto il pm di Bari, Antonio Laudati, che indaga sul caso, chiede al ministro un'ispezione sul proprio operato.

Verso la scarcerazione della moglie di Tarantini
L'imprenditore barese è stato interrogato con la moglie Angela Devenuto. Per la donna si potrebbe profilare una scarcerazione a ore in quanto i pm Woodcock, Curcio e Piscitelli, ritengono affievolite le esigenze cautelari e hanno sottolineato che la donna deve accudire i due figlie piccole, due bimbe di due e sette anni.

Denaro versato spontaneamente
Al termine dell'interrogatorio, i legali dell'imprenditore hanno spiegato che il loro assistito ha fornito ai magistrati ampie spiegazioni sulla vicenda oggetto delle indagini. Tarantini, che è difeso dagli avvocati Alessandro Diddi e Ivan Filippelli, ha risposto alle domande del gip ricalcando la linea del memoriale che aveva firmato il 31 agosto e inviato alla Procura napoletana. Ha ribadito di aver preso spontaneamente soldi dal premier, parlando di un aiuto che gli sarebbe stato offerto per affrontare le difficoltà economiche in cui versava.

"Soldi servivano per rimediare a errori commessi"
Gli avvocati Diddi e Filippetti hanno raccontato che Valter Lavitola (destinatario di un provvedimento non ancora eseguito perché si troverebbe all'estero) avrebbe fatto credere a Tarantini, a un certo punto della vicenda, che il presidente Berlusconi lo aveva abbandonato, "per questo Giampaolo era molto amareggiato e dubitava che Berlusconi mantenesse la promessa di aiutarlo", hanno dichiarato al termine dell'interrogatorio, aggiungendo che "quei soldi non servivano per una vita sfarzosa ma a rimediare ad alcuni errori commessi".

Escort a palazzo Grazioli, pm Bari chiede ispezione del ministro
Intanto il pm di Bari, Antonio Laudati, che indaga sulle escort che Tarantini portò a palazzo Grazioli dal premier, annuncia di aver chiesto al ministro della Giustizia di "disporre un'ispezione immediata sull'indagine in questione e sul mio operato". Tutto nasce per la sua esigenza di chiarire certe affermazioni di Gianpaolo Tarantini che, in una telefonata al direttore-editore dell'Avanti, Valter Lavitola, sosteneva che il pm volesse ritardare la chiusura di quell'inchiesta. Dal ministero fanno sapere che il Guardasigilli, Francesco Nitto Palma, prenderà in considerazione la richiesta del magistrato.