paura al gemelli

Allarme tbc a Roma, altri 13 bimbi positivi

Complessivamente i casi accertati sono 109

02 Set 2011 - 21:10
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 © LaPresse

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Altri 13 bambini sono risultati positivi ai test della tubercolosi nell'ambito dei controlli avviati al policlinico Gemelli di Roma dopo che un'infermiera che lavora nel nido dell'ospedale è risultata positiva alla malattia. Complessivamente, precisa la Regione Lazio, finora sono 109 i casi di positività su 1.266 risultati pervenuti, con una media dell'8,6%.

''L'Unità di coordinamento, attraverso i suoi esperti, ricorda che la positività al test non significa malattia ma esprime l'avvenuto contatto con il bacillo - prosegue la nota -. Pertanto, anche sui nuovi 13 neonati positivi sono stati già programmati ulteriori controlli e sarà proposta la profilassi prevista dal protocollo predisposto dall'Unità di coordinamento regionale. La profilassi, definita anche dalle linee guida internazionali, evita il rischio di sviluppare la malattia a seguito dell'avvenuto contatto con il micobatterio''.

''L'Unità di coordinamento precisa, inoltre, che dei neonati risultati positivi fino ad oggi e sottoposti agli ulteriori controlli previsti nessuno è risultato ammalato - si legge ancora nel comunicato -. Si ricorda inoltre, che gli ambulatori delle tre strutture sanitarie coinvolte (San Camillo, Bambino Ges- e Policlinico Gemelli) rimarranno aperti fino a sabato 3 settembre, con i test che proseguiranno fino al totale monitoraggio dei soggetti inclusi nel programma di sorveglianza e controllo. Dal 5 settembre invece rimarrà operativo solo l'ambulatorio dedicato del Policlinico Gemelli per tutte le famiglie che per motivi personali hanno voluto posticipare l'appuntamento per la visita. Viene confermato che i bambini che hanno iniziato il trattamento di profilassi in una delle altre strutture, Ospedale Bambino Ges- o San Camillo, continueranno ad essere seguiti nelle stesse strutture dal un punto di vista medico''.

''Per quanto riguarda le famiglie che non è stato possibile raggiungere - conclude la nota -, nonostante i ripetuti tentativi di contatto, telefonici ed epistolari, si proseguirà nei prossimi giorni con telefonate a seguito delle quali, in caso di mancata risposta, verranno inviati telegrammi ed in ultima istanza, verranno interessate le autorità competenti per l'attivazione delle procedure previste in questi casi. Resta, inoltre, attivo il call center della Asl RmE ai numeri 06 68352830; 06 68352820; 366 6620408; 366 6620407 (www.regione.lazio.it)''.