le lettere di misseri

"Cara Sabrina sono io che ti scrivo" Le lettere di Michele Misseri

Le scuse, l'autoaccusa dell'omicidio e la disperazione nella corrispondenza con la figlia in carcere

30 Ago 2011 - 21:36
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 © NewsMediaset

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Tutte le lettere di Michele Misseri alla figlia Sabrina in carcere. L'uomo si tormenta, non si capacita della reclusione della figlia e della moglie Cosima. Insiste ripetendo che è lui l'unico responsabile della morte di Sarah Scazzi e che  il 26 agosto 2010 fu proprio lui a soffocarla con una corda  nel garage. Tutto questo raccolto nelle missive scritte a mano da Misseri. Leggi i testi integrali. 

LETTERA DEL 3 FEBBRAIO 2011
“Cara Sabrina, sono io che torno a scrivere… non ce la faccio più a non scrivere visto che tu non scrivi ma scrivo io per passare il tempo…”

“Tu non ci crederai mai… io sto scrivendo tutta la mia storia da quel 26 agosto perché devo fare un libro dedicato a Sarah e il contenuto andrà ai bambini bisognosi… Così spero che Sarah da la su proteggerà tutti i bambini come era Sarah altro che il fratello Claudio che voleva fare il calendario per Sarah o pure il canile e era tutto un trucco”.

“Cara Sabrina ieri ho ricevuto una lettera di Cosima però non scrivo perché la mamma mi ha detto che Valentina lunedì deve venire al carcere e io ho fatto una domandina per fare un colloquio di due ore visto che viene da Roma”. “Cara Sabrina ti faccio tanti auguri del tuo compleanno che passerai da sola”.

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LETTERA DEL 5 LUGLIO 2011 
“Cara Sabrina sono io che ti scrivo , Papà perché mi manchi tanto e ho dimenticato perfino la tua voce dopo tanto tempo. Ti scrivo per sfogarmi un po’…”

“Che io sia maledetto per sempre per quello che ho fatto, per causa mia ho distrutto il mondo intero e non solo questo io colpevole sto fuori mentre in manette in carcere perché gli inquirenti non hanno capito niente ci state voi lo so tantissimo cosa significa per me è la stessa cosa…”

“Per quanto tempo devo resistere ancora non riesco a rassegnarmi io ho bisogno di un medico psichiatra per alleggerire la mia mente non riesco più a dormire la notte perché io penso e ripenso perché quel maledetto 26 agosto la piccola Sarah è scesa nel garage…”

“Nel cimitero non posso andare a mettere i fiori sulla tomba della piccola Sarah dove è morta Sarah sotto nel garage io ho fatto una cappella ho trovato una foto sul giornale e l’ho messa e così so dove dire le preghiere e mettere dei fiori perché io al cimitero non ci posso andare sono io il colpevole e come faccio ad andare, sto di fuori”.

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LETTERA DEL 12 LULGIO 2011
 “Cara Sabrina sono io che ti scrivo… per dire che lo so che non stai bene né tu né la mamma per colpa mia certo che tu non mi perdonerai mai più perché io ho rovinato la tua vita e che io sia per sempre maledetto io che se anche sto a casa lo stesso non ci sono…”

“tutta la notte non dromo per i pensieri e uno perché tutte le sere suonano al campanello lo volevo staccare perché quando vengono i carabinieri suonano per vedere se tutto è a posto e poi dicono che sto libero e lo stesso che sto carcerato…”

“La gente che mi seguono per dirmi assassino oppure vergogna oppure perché non dico la vertià che dicono loroe che io devo dire che tu e la mamma siete colpevoli e che io sia innocente questo lo dicono anche i carabinieri di Avetrana. Sono tutti matti”.

NELLA PAGINA SEGUENTE LA LETTERA DEL 19 LULGIO

LA LETTERA DEL 19 LULGIO 
“…domani Cara Sabrina io volevo venire a trovarti ma Valentina mi ha detto che gli avvocati non vogliono che io vengo non lo so se è vero oppure no io non lo posso sapere se è la verità che ha detto…”

“… fatto sta che io non sono più un buon padre però mi mancate tantissimo perché questa maledetta casa è così grande e ci sono tanti ricordi…”

“…secondo me per quello che ho fatto mi rimane questo rimorso per tutta la mia vita sia per la piccola Sarah e sia per quello che io ho fatto in ogni giorno che passa mi aggravo sempre di più non so proprio cosa devo fare finché zio Tore e zia Maria mi consolano…”

“…stavo meglio quando stavo in carcere perché io ero cosciente di quello che stavo scontando per quello che avevo fatto…”

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LA LETTERA SENZA DATA
 “…ti avevo chiesto perdono per quello che io ho fatto lo so che sono un padre mostro lo so però io non volevo uccidere la piccola Sarah fino ad adesso non riesco a credere perché io ho fatto questo sono isolato da tutti…”

NELLA PAGINA SEGUENTE LA LETTERA DEL 28 LUGLIO

LA LETTERA DEL 28 LUGLIO
“… ti scrivo per dirti… che ho fatto richiesta di essere di nuovo sentito dagli inquirenti e ho presentato la domanda…”

NELLA PAGINA SEGUENTE LA LETTERA DEL 10 AGOSTO

LA LETTERA DEL 10 AGOSTO
“Sto vivendo tristemente. Il diario che sto scrivendo si intitola proprio così ed è il mio diario della tristezza. Sto sempre male perché voi non centrate proprio niente, però io, in quei giorni che ti ho incriminato, ero troppo debole. Il mio legale per me non era un avvocato ma un giudice. Mi hanno portato dove hanno voluto loro. A me dispiace per quello che ti ho fatto, lo so che ho sbagliato e solo adesso mi rendo conto di quello che ho fatto. Adesso sono diventato molto aggressivo, mi viene da dare le botte a tutti i turisti, che, ogni volta che devo uscire, sono come le formiche che escono da tutte le parti. L’ho detto ai carabinieri ma non fanno proprio niente. Anche loro sono contro di me. Sono preoccupato per il 26 agosto. Perché sicuramente verranno turisti e giornalisti e non potrò uscire di casa, come quando devo andare in caserma. Tanti saluti da papà. Io non mi sento più papà” .