tragedia umanitaria

Barcone alla deriva da due giorni con 300 immigrati: "Morti di stenti e gettati in mare"

Operazione di soccorso condotta dalla capitaneria di Lampedusa. Un rimorchiatore cipriota ha dato l'allarme ma ha lasciato i superstiti sulle zattere

04 Ago 2011 - 19:54
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 © LaPresse

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Decine e decine di immigrati sarebbero morti di stenti e di fame sul barcone fermo da due giorni a circa 90 miglia da Lampedusa e soccorso da 4 motovedette della Guardia costiera. Lo hanno riferito i primi superstiti trasferiti sull'isola in elicottero a causa delle loro precarie condizioni di salute. Secondo il loro racconto, che deve ancora essere vagliato dalle forze dell'ordine, i cadaveri delle vittime sarebbero stati abbandonati in mare.

La Guardia Costiera ha poi fatto sapere di avere trovato il cadavere di un uomo sul barcone con centinaia di migranti soccorso mentre era alla deriva in acque libiche, a 90 miglia da Lampedusa. Il corpo è stato trasferito a bordo di una delle motovedette. La notizia dell'imbarcazione alla deriva era pervenuta alla centrale operativa delle capitanerie di porto da un rimorchiatore cipriota che aveva portato il primo aiuto ai naufraghi, ma se ne era allontanato quando qualcuno di essi si era lanciato in mare nel tentativo di raggiungerlo, gettando in mare zattere di salvataggio perché le persone in acqua si salvassero.

Nel primo pomeriggio quattro motovedette hanno raggiunto il barcone e le zattere, ed hanno iniziato il trasbordo al sicuro degli occupanti - ridotti ormai allo stremo delle forze - per l'immediato trasferimento al porto di Lampedusa. Tre degli occupanti sono stati recuperati dall'elicottero gravemente disidratati, fra questi una donna incinta.

"Cento corpi gettati in mare"
"Eravamo trecento, ma un centinaio, soprattutto donne, non ce l'hanno fatta e gli uomini sono stati costretti a buttare in acqua i loro corpi". Sono le drammatiche parole di una delle quattro marocchine soccorse dalla guardia costiera. Due delle quattro migranti portate sull'isola sono in gravissime condizioni, intubate e stanno per essere trasferite all'ospedale Cervello di Palermo. Disidratate e in stato di choc sono riuscite a raccontare di essere partite venerdì dalla Libia.

La Nato ha rifiutato l'aiuto
Prima di inviare le motovedette della Guardia Costiera da Lampedusa in acque libiche, l'Italia avrebbe contattato una nave della Nato che si trovava a circa 27 miglia dal barcone dei migranti, chiedendo di prestare i soccorsi. Dall'Alleanza, però, non sarebbero arrivate risposte positive e a quel punto sarebbe stato deciso di far intervenire le imbarcazioni italiane da Lampedusa, che si trova a 90 miglia dal punto in cui era il barcone.