Melania, i dubbi di Ludovica sulla sincerità di Salvatore: "Mentono tutti tranne te?"
L'ex allieva di Parolisi inizia ad avere perplessità sul suo caporalmaggiore e, in una delle telefonate intercettate tra i due dopo il delitto, afferma: "Io non ti conosco"
"Tutti mentono tranne te?". E' la domanda assillante che Ludovica pone a Salvatore Parolisi dopo il delitto di Melania. L'amante del caporalmaggiore inizia a tentennare, non sa più a cosa credere ed è addolorata perché non può vedere Salvatore, "proprio ora - si sfoga con un'amica su Facebook - che mancava poco". E' quello che emerge da alcune telefonate intercettate dagli investigatori dopo il delitto.
Agenti e inquirenti infatti seguono passo dopo passo le mosse del militare, unico indagato dell'omicidio della Rea. E più passano i giorni, dopo il delitto, e più i sospetti su Parolisi aumentano. E anche Ludovica inizia ad avere dubbi e perplessità.
Il 9 maggio, dopo l'interrogatorio dei carabinieri di Ascoli Piceno alla donna, Parolisi la chiama preoccupato da un cellulare non suo. L'uomo è ansioso e vuole sapere cosa Ludovica ha svelato agli investigatori. L'amante del caporalmaggiore però è quasi risentita, perché le preoccupazioni di Salvatore sono solo per le parole che ha potuto riferire ai militari e non per il suo stato d'animo. "Tu vuoi toglierete dai guai solo te... Mica me", ribadisce. Lui allora ribatte: "No no no, non mi tolgo dai guai. Non ho nessun guaio da cui togliermi, hai capito?". E continua: "Perché io non ho fatto nulla hai capito. Ti entra in testa sì o no?". "A me non me ne frega niente di quello che dicono però tu devi rispondere almeno a una domanda Salvatore", continua lei. "Ti ho detto - la blocca Parolisi - che ne parleremo da vicino". "Da vicino? Io no ci arrivo a parlare con te perché te lo giuro io mi ammazzo prima, tu non ti rendi conto", e poi Ludovica ripete: "Io ti conosco? No, io non ti conosco".
Il caporalmaggiore però dribbla le perplessità di Ludovica e arriva dritto al dunque, perché l'unica cosa a cui in quel momento sembra essere interessato è cosa lei abbia mai "detto agli investigatori". La donna allora inizia: "Ho raccontato i due anni della nostra storia, ho detto la verità anche perché sapevano tutto anche il fatto che lei mi aveva chiamato." "Lo so - dice stizzoso Salvatore - hanno giocato così anche con i familiari di Melania. Avevano fatto un patto con me e poi mi hanno tradito alle spalle...". Lei prosegue piangendo: "Ho raccontato quando hai iniziato a chiamarmi e che il nostro amore sapevamo che non era giusto ma non potevamo fermarlo".
Qualcosa durante l'interrogatorio rimane celato: "Gli ho detto che tu ti volevi separare, ma non ho raccontato che la sera prima della scomparsa...". E anche in un'altra conversazione intercettata lo ripete perché Salvatore si fa sempre più sospettoso: "Non l'ho detta, non l'ho detta". Che cosa non doveva dire Ludovica? Forse la chiave che potrebbe definitivamente chiudere il caso sta in quelle parole non dette dell'amante di Parolisi? Un enigma sul quale stanno cerando di dare risposta gli inquirenti. Resta il fatto che la posizione del marito di Melania, agli occhi dei pm, si fa sempre più incrinata.
Per Cc Salvatore ha "personalità camaleontica"
Salvatore Parolisi ha una "personalità camaleontica", è "un soggetto naturalmente incline alla mistificazione del reale ed alla menzogna". E' il ritratto che ne fanno i carabinieri nell'informativa riepilogativa sul caso Rea. Per i militari sono note ormai le presunte bugie di Salvatore, la più grossa - che coincide con il suo alibi - quella sulla presenza sua, di Melania e della loro bambina a Colle San Marco, mentre secondo l'accusa lì non ci sono mai stati e, anzi, nell'ora indicata da Parolisi, Melania era già morta. Senza contare il fatto di aver negato fino alla fine la relazione extraconiugale, stabile da due anni, con una soldatessa, Ludovica P.
Per inquirenti Parolisi intercettato "recitava"
"Melania, tu non lo meritavi", diceva Salvatore Parolisi in un'intercettazione ambientale che per gli investigatori suona come uno 'spot' rivolto a chi è evidentemente in ascolto. Perché il caporalmaggiore dell'esercito, secondo gli inquirenti, sapeva già di essere, ormai da giorni, intercettato.
