PEDOFILIA E PROCESSI

Basiglio, bimbi tolti a famiglia per un disegno osè mai fatto: tutti assolti

Preside, maestre, psicologo e assistente sociale innocenti. La madre: uno schifo

21 Lug 2011 - 15:01
 © Ansa

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Sono stati assolti i cinque imputati nel processo sui fratellini di Basiglio (Milano), tolti alla famiglia per un disegno osé attribuito ai minori, ma in realtà fatto da un'altra bambina. Sul banco degli accusati erano finiti una preside, due maestre, uno psicologo e una assistente sociale. Nel 2008 i bambini erano stati tolti ai genitori e affidati a una casa di accoglienza. I giudici di Milano hanno assolto tutti "perché il fatto non sussiste".

Lo stesso procuratore aggiunto di Milano Pietro Forno aveva chiesto l'assoluzione per i cinque imputati che erano accusati a vario titolo di falsa testimonianza, falso ideologico e lesioni colpose. Il 14 marzo del 2008, la bambina, di 9 anni, e il fratello di 13 anni, erano stati 'strappati' ai loro genitori per 69 giorni ed erano strati costretti a vivere in due diverse case d'accoglienza.

Gli insegnanti della scuola frequentata dalla piccola, infatti, avevano segnalato ai servizi sociali di aver trovato un mese prima un disegno con allusioni erotiche sotto il banco della bambina. Tra gli operatori scolastici era nato il sospetto di relazioni malsane tra lei e il fratello ed era partita una segnalazione alle autorità. Poi pero', dopo che i bambini erano stati allontanati dalla famiglia, su disposizione del Tribunale per i minorenni, era emerso che a realizzare quel disegno era stata un'altra alunna e attorno al caso dei bimbi di Basiglio si erano mobilitate associazioni e politici, con fiaccolate ed altri eventi.

La madre: questa giustizia fa schifo
''Che schifo la legge italiana, queste persone hanno rovinato due bambini. Come si sono permessi?''. Cosi' la madre dei due bambini di Basiglio (Milano), che nel 2008 vennero allontanati dai genitori per oltre due mesi, ha reagito alla sentenza emessa dalla quinta sezione penale di Milano.

''Certo che sono amareggiata, questo è uno schifo'', ha risposto la donna ai cronisti. Il suo legale, l'avvocato Stefano Toniolo, che rappresentava i due genitori come parti civili nel processo, ha detto: ''siamo amareggiati e fatichiamo a capacitarcene, poiché era stato provato che quel disegno non era stato realizzato dalla bambina e che gli insegnanti ne erano a conoscenza''.