RESTA A MILANO

Ruby, giudici: "No al tribunale dei ministri"Ghedini: "Gravissime violazioni di legge"

L'udienza è stata poi rinviata al prossimo 3 ottobre. I giudici hanno rifiutato tutte le 16 eccezioni della difesa

18 Lug 2011 - 16:06
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 © Ansa

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I giudici di Milano, davanti ai quali si celebra il processo a carico di Silvio Berlusconi per il caso Ruby, hanno respinto l'eccezione di incompetenza funzionale proposta dalla difesa per chiedere il trasferimento del procedimento per competenza al Tribunale dei ministri. Secondo i giudici la competenza a indagare spetta dunque alla procura milanese, così come quella a giudicare il presidente del Consiglio.

Ghedini attacca i giudici: "Decisione illogica"
Ha parlato di "gravissime violazioni di legge" e di una "ordinanza fuori da ogni logica", l'avvocato del Presidente del Consiglio, Niccolò Ghedini, commentando all'uscita del tribunale di Milano la decisione con cui i giudici hanno respinto tutte le eccezioni avanzate dalla difesa. E sull'ipotesi di una richiesta di sospensione del processo in attesa che si pronuncia la Corte Costituzionale sul conflitto di attribuzione Ghedini è stato lapidario: "No, non credo". Il legale del premier ha poi aggiunnto di non essere comunque sorpreso per tale esito: "Saremmo stati sconvolti - ha ironizzato - se fosse stata diversa". Ghedini ha poi aggiunto che Silvio Berlusconi, impegnato a Roma in un incontro istituzionale con il Presidente della Repubblica, "non ha commentato in nessun modo" l'ordinanza e "affronterà il processo così come avvenuto in altri casi".

"No al tribunale dei ministri"

Secondo i giudici, a decidere la competenza è il reato più grave, in questo caso quello di concussione, contestato al premier per avere fatto pressioni sui dirigenti della Questura di Milano, al fine di indurli a rilasciare Ruby nella notte tra il 27 e 28 maggio 2010 e affidarla al consigliere regionale Nicole Minetti. Questo reato, è la tesi del Tribunale, sarebbe stato commesso a Milano perché la minore venne rilasciata nel capoluogo lombardo.

Il Tribunale dei Ministri "non è una speciale guarentigia per i ministri e non è una giurisdizione speciale", hanno dichiarato i giudici milanesi che hanno ribadito come "tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge".

Respinte le 16 eccezioni sollevate
Non c'è stata violazione del diritto di difesa da parte dei magistrati milanesi che hanno indagato sul caso Ruby, e neppure da parte del gip che ha autorizzato l'avvio di un processo con rito immediato nei confronti del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. E' quanto hanno stabilito i giudici della quarta sezione penale del tribunale di Milano che hanno bocciato tutte le 16 eccezioni presentate dai difensori del premier.

Dopo aver affrontato i capitoli relativi alla competenza territoriale e funzionale, il collegio tutto femminile presieduto da Giulia Turri si è soffermato sulla legittimità di processare Berlusconi con rito immediato. I giudici milanesi lo hanno fatto richiamandosi a una sentenza della Corte di Cassazione, dove i giudici in ermellino di Piazza Cavour hanno definito "abnorme" l'ipotesi di far decidere un tribunale sulla legittimità del rito immediato.

Udienza rinviata al 3 ottobre
E' stata rinviata al prossimo 3 ottobre, alle 9.30, l'udienza sul caso Ruby. A deciderlo sono stati i giudici della IV sezione del Tribunale di Milano che, dopo aver confermato l'ordinanza con cui hanno respinto le eccezioni della difesa del premier, hanno rinviato l'udienza.