AGGRESSIONE AL GOVERNATORE

Napoli, calci e pugni contro l'auto di Caldoro

Protesta dei lavoratori fuori dalla Regione, polizia costretta a intervenire

05 Lug 2011 - 22:52
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 © LaPresse

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Attimi di paura nel pomeriggio di martedì a Napoli, quando l'auto del presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, è stata circondata da una decina di lavoratori di una casa di cura che l'hanno presa a calci e pugni. I manifestanti stavano protestando perché non percepiscono lo stipendio e attendono un eventuale ricollocamento in altre strutture sanitarie. La polizia ha identificato tre persone.

Secondo quanto confermato dalla polizia, i lavoratori, che stavano in presidio davanti alla sede della Giunta, all'uscita dell'auto di Caldoro hanno messo in atto l'ennesima forma di protesta. Con calci e pugni hanno danneggiato lievemente il cofano posteriore e le portiere. L'aggressione è avvenuta mentre all'interno della sede della Regione era in corso un incontro tra una delegazione sindacale dei lavoratori e rappresentanti della Regione.

Molte le reazioni all'aggressione. La Regione ha definito "grave" l'episodio. "Fatto gravissimo" fa eco il presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro, che ha aggiunto: "Nessuna tensione o preoccupazione per motivi di lavoro può giustificare una violenza così forte".

"I problemi di lavoro non vanno affrontati come una questione di ordine pubblico - ha attaccato la Cgil Campania e Napoli - No alla violenza e alle intimidazioni nei confronti delle istituzioni". "E' necessario garantire un metodo democratico di confronto sull'emergenza lavoro nella nostra regione. I lavoratori delle due strutture - prosegue una nota della Cgil - sono da molti mesi in cassa integrazione e da circa sette mesi attendono il decreto che dovrebbe assicurare loro un futuro lavorativo dignitoso".

Denunciate tre persone
Tre dipendenti della casa di cura Villa Russo verranno denunciati all'autorità giudiziaria in seguito all'aggressione all'auto del presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro. Le tre persone sono state identificate dagli agenti del Commissariato San Ferdinando in seguito ai tafferugli avvenuti nei pressi della sede della Regione. I reati contestati sono danneggiamento, minacce e violenza privata.