Ancora una giornata di roghi e proteste con blocco della circolazione a Napoli per l'emergenza rifiuti. La spazzatura che invade le carreggiate ha nuovamente provocato il blocco del traffico in molte zone della città, tra periferia e centro storico. Molti i casi in cui la polizia è intervenuta. La Procura ha aperto un fascicolo per omesso intervento e il sindaco De Magistris accusa: la camorra dietro l'emergenza.
Senza sosta l'opera dei vigili del fuoco del Comando provinciale di Napoli per fronteggiare i roghi di rifiuti appiccati in città e in provincia. Sono 40 gli interventi compiuti dalle 8 di sabato mattina. In serata rifiuti sono stati incendiati in via Salvator Rosa, dove è stata bloccata la circolazione, ma anche in via Toledo ed in via Cervantes, nella City, a poche decine di metri da Palazzo San Giacomo. In provincia, numerosi gli interventi nella zona di Giugliano.
De Magistris: "Regia occulta dietro blocchi"
"E' evidente che c'è una strategia dietro ai roghi e ai blocchi stradali". Lo dice il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, parlando delle proteste in città per l'emergenza rifiuti. "Qualunque cittadino sa che l'incendio di un cassonetto causa diossina" aggiunge. E sulle mosse della magistratura, commenta: "La Procura fa bene ad indagare, è un atto dovuto, ogni istituzione deve verificare se ci sono rischi e se ci sono responsabilità".
Inchiesta su rischi alla salute, Caldoro indagato
Il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, è indagato nell'inchiesta della Procura di Napoli sui rischi per la salute pubblica per la mancata raccolta dei rifiuti. Gli si contesta la mancata attivazione dei flussi di rifiuti verso altre province campane. Caldoro si dichiara pronto alle dimissioni se "fossero provate responsabilità penali per fatti commessi inconsapevolmente", ma dice di "aver fatto fino in fondo il proprio dovere".
"Ho agito in piena coscienza"
"Sono profondamente colpito, ogni azione diversa da quella messa in campo avrebbe reso la situazione ancora più drammatica. Tutto quello che ho fatto lo rifarei in piena coscienza", sottolinea Caldoro in un comunicato. "Questa inchiesta consentirà di chiarire alcuni aspetti relativi alla responsabilità delle singole istituzioni nel ciclo dei rifiuti - afferma Caldoro - appena possibile fornirò, nello spirito della piena collaborazione istituzionale, tutte le informazioni, anche documentali".
