OPERAZIONE DEL ROS

'Ndrangheta, una fitta rete di prestanome per inserirsi a Roma

Colpita la cosca degli Alvaro: due le persone indagate e beni per due milioni di euro posti sotto sequesto

14 Giu 2011 - 08:32
SeguiLogo Tgcom24suSeguici su
 © LaPresse

© LaPresse

Prestanome della 'ndrangheta, attivi a Roma e utilizzati dalle cosche per "penetrare nel tessuto economico" della città, nel mirino dei carabinieri del Ros. Due le persone arrestate per "intestazione fittizia di beni", con l'aggravante delle finalità mafiose, e 17 le perquisizioni a carico di altrettanti indagati a piede libero per gli stessi reati. Sequestrate nella capitale anche due attività commerciali, per un valore di due milioni di euro.

I provvedimenti colpiscono una costola laziale della cosca 'ndranghetista degli Alvaro, originaria dei comuni di Sinopoli e Cosoleto (Reggio Calabria), dedita al riciclaggio dei capitali illeciti attraverso l'acquisizione di attività commerciali su Roma.

Nel corso delle indagini del Ros è stato documentato quello che gli investigatori definiscono "l'elevato livello di penetrazione raggiunto dalla cosca nel tessuto economico capitolino" ed è stata ricostruita "l'intera rete dei prestanome utilizzati per aggirare le possibili iniziative giudiziarie sul fronte patrimoniale".

I sequestri effettuati in questa fase dell'operazione, denominata "Rilancio", vanno ad aggiungersi a quelli realizzati, a partire da luglio 2009, e che hanno portato a sequestrare alla cosca Alvaro beni per oltre 200 milioni di euro. Fra le attività già precedentemente confiscate anche alcuni locali storici di Roma, come il Caffè de Paris e il George's.