Uccisi per la Bmw, 4 arresti
Continuano le indagini:albanese in fuga
Tre albanesi e un italiano sono finiti in manette con l'accusa di duplice omicidio nel Casertano; un quarto complice è in fuga. Sarebbero gli autori del delitto di Pietravairano dove, il 7 ottobre, due operai, Antonio e Carmine Carifano, padre e figlio, furono uccisi a colpi di pistola mentre erano fermi ad un distributore di benzina. I carabinieri di Caserta proseguono ora le indagini per ricostruire i precedenti colpi della banda.
L'inchiesta è stata coordinata da Mariano Maffei, procuratore della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), con la collaborazione del procuratore aggiunto Paolo Piccialli e del pm Giovanni Conzo, mentre l'ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal gip Antonio Pepe.
Grazie alle intercettazioni telefoniche e ambientali gli inquirenti sono giunti all'identificazione della banda, formata da quattro albanesi e da un napoletano:
- Eduart Dumani, 21 anni, è stato bloccato a Raciborz, in Polonia, con la collaborazione della locale polizia criminale;
- Camj Defrim, 30 anni, è stato bloccato nel villaggio di Shupenz in Albania, dai carabinieri di Caserta con la polizia di Tirana;
- Gentjan Kaci, 20 anni, è stato ammanettato in Svizzera dagli investigatori italiani con la polizia criminale di Ginevra;
- Salvatore Buonincontro, 31enne di Acerra, è stato arrestato a Sorrento, mentre stava tornando da un viaggio in camion, con un collega;
- Un quarto albanese è sfuggito alla cattura.
Secondo la ricostruzione operata dai carabinieri di Caserta i quattro albanesi, con precedenti penali, arresti e scarcerazioni nel nostro Paese, sarebbero fuggiti dall'Italia subito dopo il duplice omicidio. L'indagine dei carabinieri comunque continua, proprio per far luce sul passato criminoso della banda che sicuramente, in quella mattina di ottobre del 2002, non era al suo primo colpo. I militari cercano ora di individuare i legami tra i rapinatori albanesi e la gang di ricettatori, della quale Buonincontro farebbe parte.
LA VICENDA
Antonio e Carmine Carifano erano originari di Castel Baronia, piccolo centro dell'Irpinia, e lavoravano in un cantiere edile a Roma. Ogni fine settimana rientravano a casa, e il lunedi mattina, all'alba, tornavano nella capitale. Quella mattina, alle 4.15, i due erano giunti al distributore con la loro Bmw 318 nuova di zecca e stavano facendo benzina quando i banditi si avvicinarono, armi in pugno, per farsi consegnare le chiavi dell'auto.
Il più giovane dei due operai reagì e venne ucciso. Lo stesso rapinatore, subito dopo aver sparato, si avvicinò all'auto nella quale era rimasto seduto il padre e ammazzò anche lui a sangue freddo. I rapinatori poi fuggirono senza prendere la Bmw.
