interrogatorio in procura

Calcioscommesse, "la A non è coinvolta"

Parlano i legali di Massimo Erodiani, arrestato. Totti: sono pulito e amareggiato

08 Giu 2011 - 21:13
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 © Ansa

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Massimo Erodiani, uno degli arrestati nell'inchiesta cremonese sul calcioscommesse, ribadisce che non ci sono collegamenti con la Serie A, secondo quanto assicurano i suoi legali Paolo D'Incecco e Gianfranco De Marchi. E sulla vicenda sempre più intricata interviene anche il portiere della Juve Gianluigi Buffon, che si sfoga: "Siamo l'Italia di piazzale Loreto".

"Per quanto riguarda la Serie A ha escluso ogni collegamento", hanno ricordato i legali, parlando dell'interrogatorio di garanzia di Erodiani. "Non mi pare che la posizione del mio assistito si sia aggravata", ha aggiunto De Marco, riferendosi a quanto detto da Pirani durante l'interrogatorio.

Nella sua deposizione, Pirani aveva spiegato al procuratore che a fornirgli le indicazioni era lo stesso Erodiani. Una circostanza, questa, che uno dei due legali del proprietario dei centri-scommesse mette in dubbio.

"Non credo che Pirani abbia potuto dire una cosa del genere, perché, da quel che so, potrebbe essere stato il contrario". Per quanto riguarda poi alcuni presunti nomi illustri che potrebbero essere emersi dalle intercettazioni, De Marco esclude che quando si parla di una squadra giallorossa, questa sia la Roma, spiegando che "potrebbe essere anche una squadra di qualche serie minore". Nel frattempo Erodiani dal carcere è arrivato in Procura, dove sarà interrogato.

Totti: io sono a posto, ma stupito e arrabbiato per il coinvolgimento
Francesco Totti si sente completamente estraneo all'inchiesta del calcioscommesse. Ed esprime tutta la sua rabbia per essere stato coinvolto in una vicenda in cui, assicura, non c'entra nulla. "Io sono tranquillo" dichiara, indignato per essere stato svegliato nella notte proprio per questa storia: è infatti stato associato all'intercettazione in cui si parlava del "capitano della giallorossa". "Le prossime notti - aggiunge - tornerò a dormire sereno".

Buffon: siamo l'Italia di piazzale Loreto
"Siamo sempre l'Italia di piazzale Loreto, basta un nome in prima pagina e tutto viene infangato, quando il fatto per ora non è chiaro". Così si esprime, parlando del caso calcioscommesse, il portiere della Juventus e capitano della Nazionale Gianluigi Buffon, sottolineando anche il pericolo che si facciano processi sommari.

Buffon si fa interprete dei calciatori azzurri per le voci che continuano a rincorrersi e i nomi che spuntano nello scandalo e dice: "Bisogna stare molto attenti a dare giudizi troppo veloci: anni fa ci sono passato anch'io, infangato in prima pagina per una cosa nella quale non c'entravo per niente: per ora stiamo facendo solo questo, cioèuna grande pubblicità a uno scandalo dove per ora non c'è nulla di concreto". Alcuni calciatori, dice Buffon, "vengono additati come farabutti, perché chi vende una partita e ci scommette sopra è un farabutto e deve essere radiato a vita. Ma mi sembra che di queste persone non ce ne sia neanche una, quindi andiamoci piano. Mi sembra che si vogliano far emergere nomi che non c'entrano" conclude Buffon parlando di "accuse vergognose".

Procura di Napoli: indagini su tre partite
Intanto però il raggio d'azione si allarga sempre più. La Procura di Napoli ha delegato la squadra mobile ad acquisire i filmati relativi a tre partite del campionato di serie A, sia di quello appena concluso sia del precedente. Secondo quanto si è appreso, l'attenzione degli inquirenti si concentra, oltre che su Napoli-Parma del 10 aprile 2010, conclusa 2-3 con la vittoria in rimonta degli emiliani e già al centro dell'attenzione per la presenza a bordo campo del boss Lo Russo, anche su Lecce-Napoli dell'8 maggio, finita 2-1, e su Sampdoria-Napoli 1-0, ultima partita del campionato 2009-2010.

Maroni convoca un vertice venerdì al Viminale
Il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha convocato per venerdì una riunione al Viminale con i vertici di Figc e Coni per fare il punto sulla task force investigativa di contrasto alle organizzazioni criminali attive nelle scommesse illegali sul calcio. La task force voluta dal responsabile del Viminale per "stanare" chi inquina il calcio era stata annuncia dal ministro in una intervista alla Gazzetta dello Sport. "D'intesa con il mondo del calcio - aveva detto Maroni - voglio studiare iniziative per prevenire queste schifezze", "per stanare chi tende ad alterare la regolarità delle gare sportive con mezzi fraudolenti". Il ministro aveva anche annunciato che il capo della polizia Manganelli aveva già chiesto ai servizi speciali delle forze di polizia (Sco, Ros e Gico) una relazione sul coinvolgimento delle mafie nel settore del calcio truccato e del calcioscommesse. E per contrastare il fenomeno Maroni aveva sottolineato come ritenesse fondamentale la cooperazione tra magistratura sportiva e ordinaria, nel controllo e nella prevenzione. "Solo lavorando insieme - aveva concluso - troveremo una soluzione".

Napoli, spuntano altre foto del figlio del boss
Spuntano dall'archivio Ansa nuove foto che ritraggono Antonio Lo Russo, figlio di un boss, mentre assiste ad altre due gare interne del Napoli, oltre a quel Napoli-Parma del 10 aprile 2010. Gli incontri in questione - Napoli-Fiorentina, finita con il risultato di 1-3 per i toscani, e Napoli-Catania, conclusasi con il punteggio di 1-0 per gli azzurri - sono del marzo precedente. Lo Russo veniva accreditato per accedere al terreno di gioco - come ha spiegato il presidente del Calcio Napoli, Aurelio De Laurentiis - dalla ditta che ha l'incarico della manutenzione del manto erboso.

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Abete (Figc): "Basta gioco al massacro"
"Si leggono tante cose e spesso dopo pochi minuti delle precisazioni o delle smentite da parte delle stesse persone che sembrerebbero aver fatto quelle considerazioni". Lo ha detto il presidente della Figc Giancarlo Abete, a margine della cerimonia per i 100 anni dell'Aia, a proposito dell'inchiesta sul calcioscommesse.

"Bisogna muoversi con grande prudenza. C'è una Procura della Repubblica che per mesi ha fatto accertamenti, è arrivata a delle conclusioni che hanno individuato 18 partite sotto attenzione, 16 arresti e 28 indagati. Piu' di questo non c'è, poi ci sono gli interrogatori, ci possono essere altre situazioni che potrebbero dare ulteriori informazioni ma sono tutte da verificare. Bisogna essere grandemente prudenti perché altrimenti si arriva al gioco al massacro che non serve a nulla. Ognuno farà e sta facendo la sua parte - ha proseguito Abete - . Così come ha fatto il ministro Maroni che ringraziamo per questa nuova opportunità di incontro che manifesta l'attenzione verso l'utilizzo in modo improprio del calcio da parte della criminalità organizzata".

Ad Abete non piacciono le tante illazioni e le uscite fuori luogo degli ultimi giorni: "A me i condizionali non sono mai particolarmente piaciuti, qui ci sono persone che hanno responsabilita' precise e strumenti per poter individuare responsabilità; se ognuno di noi comincia con i se e con i ma questo determina soltanto dei danni irreversibili nei confronti di tante persone e di tante famiglie".