"L'estrema gravità delle contestazioni riflette la pericolosità sociale dell'indagato". Così il gip di Genova, Annalisa Giacalone, ha disposto la custodia cautelare in carcere per don Riccardo Seppia. Sebbene abbia provato più volte di abusare dei ragazzini, il giudice ha tuttavia ravvisato che non ci sono prove che dimostrino gli avvenuti rapporti sessuali tra il parroco della chiesa dello Spirito Santo di Sestri Ponente e i minorenni.
Nei documenti in mano alla procura, dunque, mancherebbero le prove certe delle violenze. Sebbene don Seppia tentato in varie occasioni di irretire dei ragazzini e di procurarsi anche bambini di cui abusare a pagamento.
Tentativi talvolta "seri", altre volte fatti mentre il prete era "fuori di testa - scrive il gip - per l'eccitazione". Don Seppia, in carcere dal 13 maggio perche' colpito da un'ordinanza di custodia cautelare del gip di Milano Maria Vicidomini, e' stato oggi "scagionato" dal primo capo di imputazione ovvero di violenza sessuale su minore.
Secondo il gip milanese, che a eva lavorato solo sulla base di materiale investigativo fornitole dai carabinieri del Nas, aveva dato un bacio con violenza ad un chierichetto della parrocchia. Era stato lo stesso sacerdote a riferire questo fatto attraverso un sms. Scrive il gip di Genova: "Il ragazzo e' stato sentito tre volte in tempi diversi in presenza di una psicologa qualificata: in tutte le audizioni il minore ha recisamente negato l'episodio precisando di essere stato a conoscenza dell'orientamento sessuale del Seppia".
Don Seppia risponde di tentata violenza sessuale sul chierichetto a cui, in occasioni diverse, diede un abbraccio a chiaro sfondo sessuale, tocco' allusivamente un ginocchio, diede una manata sul sedere, tutte circostanze ammesse dalla vittima. Il gip ha anche escluso che abbia indotto alla prostituzione minorile un giovane egiziano, il quale quando ebbe rapporti sessuali con lui "aveva gia' compiuto la maggiore eta'".
Resta invece l'accusa di induzione alla prostituzione minorile di un diciassettenne albanese, che il sacerdote aveva cercato di convincere ad avere un rapporto sessuale con lui in cambio di soldi e cocaina. In questo caso l'incontro tra i due, gia' concordato, non avvenne: "In data 1/5/2011 l'indagato organizzava un incontro con (...). L'evento non si verificava - scrive il gip - per gli impegni di Seppia".
Il sacerdote e' infine indagato per avere ceduto una dose di cocaina al suo confidente e complice, l'ex seminarista Emanuele Alfano, 24 anni, e di avere detenuto materiale pornografico raffigurante minori. Don Riccardo Seppia, difeso dall'avvocato Paolo Bonanni, e' rinchiuso nel carcere di Sanremo e nei prossimi giorni sosterra' un nuovo interrogatorio di garanzia per i nuovi reati che gli sono contestati.
