Obbligava un cingalese a lavorare con un cartello addosso: "Negro non capace di lavorare"
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Era costretto a tenere un cartello con la scritta: "Negro non capace di lavorare ma capace di prendere soldi". E il titolare gli rivolgeva epiteti come "Sporco negro". Ma un giudice di Milano ha "vendicato" l'operaio cingalese di 47 anni che aveva querelato il suo datore di lavoro. P.M., 38 anni, proprietario di una piccola ditta di Segrate, è stato condannato a 2 anni e mezzo di carcere per maltrattamenti con l'aggravante dell'odio razziale.
Il gup, Andrea Salemme, ha inoltre disposto una provvisionale di 30mila euro in anticipo sul risarcimento da stabilire in sede civile per la vittima. L'operaio, professione lattoniere, doveva tenere sul carrello di lavoro un cartello con scritto: "Negro non capace di lavorare ma capace di prendere soldi". Non solo: il titolare si rivolgeva a lui con epiteti come "Sporco negro" o lo insultava dicendogli "Vieni dal terzo mondo e non capisci niente".
L'ultimo episodio contestato al datore di lavoro risale al 13 maggio dell'anno scorso, quando il dipendente è stato colpito con calci e pugni per una semplice discussione su un giorno di ferie. Nelle motivazioni contestuali alla sentenza, il gup descrive i comportamenti dell'imputato caratterizzati da un "razzismo volgare" e afferma che "la deriva verso l'inciviltà non deve trovare proseliti in un luogo di lavoro".
Secondo Salemme, "il concetto del padronato denuncia accenti schiavistici che appartengono a parentesi oscure della storia dell'umanità: quanto di più lontano dall'ossequio dovuto alla dignità del lavoratore".