L'attrice in tribunale contro Poltrone&Sofà: "Non sono stati rispettati gli accordi"
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Alla fine, il famoso sofà che nello spot rendeva beati i fortunati che potevano portarselo a casa, si è rivelato più scomodo del previsto. Almeno per Sabrina Ferilli, la testimonial dell'azienda, che si è vista in tv più volte del doppio rispetto a quanto concordato e ha portato Poltrone&Sofà in tribunale. La richiesta di danni per sovraesposizione e illegittimo sfruttamento d'immagine è di cinque milioni di euro.
Ad accorgersi di quanto stava accadendo, racconta Il Messaggero, è stata proprio la Ferilli che, guardando la tv (immaginiamo su un comodo divano), ha iniziato a sentire troppo spesso il tormentone "Beato chi so' fa il sofà" e ha fatto monitorare la pubblicità. Il risultato? Se il contratto prevedeva 90 giorni di messa in onda, gli spot sono stati effettivamente diffusi per 190 giorni, più del doppio. Per non parlare di radio e giornali, dove le pubblicità non concordate sarebbero decine.
Così, dopo la vana richiesta di un resoconto della campagna pubblicitaria all'azienda, la palla è passata agli avvocati. Il prodotto è stato pubblicizzato attraverso un subdolo rinvio all'attrice che lo sponsorizzava in passato, provocando un danno notevole all'immagine di Sabrina Ferilli - spiega l'avvocato Massimo Lauro. Con l'attrice si è costituita anche la Camelia, società che aveva un accordo con la Ferilli per la gestione dei diritti di immagine.