Il primo a cominciare la sua giornata è sempre nonno Michele. Anche stamattina, prestissimo, mentre noi facevamo le prove tra telecamere e microfoni per il primo Tg del mattino, lui era già sul cortile di casa. Si alza all’alba nonno Michele. Come molti anziani del paese, abituati ad aspettare già in piedi il primo sole qui, sulle pendici del Vesuvio.
Michele Rea è il capostipite di una famiglia che sta vivendo il dramma di una ragazza di 29 anni, uccisa a coltellate in un bosco lontano 400 chilometri da Napoli, non si sa da chi, non si sa perché. Poi c’è Michele il giovane, stesso nome del nonno (qui si usa così), lui è il fratello di Melania. Si occupa con modi sempre gentili e garbati di gestire i contatti tra la famiglia e i tanti giornalisti che fanno capannello davanti alla villetta.
Michele il giovane ha appeso al cancello di casa il manifesto con la foto di Melania. Poche righe accanto all'immagine invitano tutti a partecipare alla fiaccolata “per ottenere giustizia e una verità”. Giustizia e verità chiede papà Gennaro. Anche lui, col suo dolore composto e dignitoso, ogni tanto si ferma a scambiare qualche parola con noi, soprattutto quando torna dal cimitero. Ci va ogni mattina, da quando Melania è tornata a Somma Vesuviana. Sua moglie Vittoria innaffia le piante nel cortile, esce raramente dalla villetta, solo per andare anche lei al camposanto la mattina, in macchina, insieme al marito.
E poi c’e’ la piccola Vittoria, 19 mesi appena, stesso nome della nonna, e come ti potevi sbagliare… “Ogni sera, prima di addormentarsi – racconta commosso nonno Gennaro – indica con la manina la foto della mamma e le manda i bacini”. “E’ lei che dà a tutti noi la forza di andare avanti", ci ha detto papà Salvatore lontano da taccuini e telecamere. Già, papà Salvatore. Con le sue dichiarazioni e le sue infedeltà, è il perno di tutta la vicenda. Intorno a lui, consapevole o inconsapevole – dicono gli inquirenti – potrebbe essersi sviluppato un possibile movente di una morte così assurda.
Nonostante i rapporti con la famiglia di Melania si siano un po’ raffreddati, Salvatore viene a Somma tutti i giorni, parla con i generi e con i cognati, gioca con Vittoria e un giorno sì e uno no se la porta con sé a dormire a casa sua, a Frattamaggiore.
In via Pomintella, a Somma, si piange, si prega e si spera. Si piange per questa giovane mamma uccisa misteriosamente alla vigilia del suo ventinovesimo compleanno. Si prega per ricordarla, con una fiaccolata che attraversa in silenzio le vie del paese. Si spera che gli inquirenti risolvano il rebus. La domanda è sempre la stessa: “Chi ha ucciso Melania?”.
Gelo tra il marito e la famiglia alla messa per Melania
"Nessuno dimenticherà il tuo sorriso'': è così, con questa scritta su uno striscione dove c'è anche la foto di Melania, che, a Somma Vesuviana, è partita la fiaccolata in ricordo della giovane uccisa ibn provincia di Teramo. Tantissimi, nonostante la forte pioggia, hanno preso parte al corteo che ha attraversato diverse strade del paese.
Fiaccolata sotto la pioggia
Bimbi in prima fila, con palloncini bianchi in mano, e anche con uno rosa, a forma di cuore, dove c'è scritto ''ciao mamma''. Prima della fiaccolata, nella chiesa di S. Maria del Pozzo gremita, si è svolta una cerimonia religiosa alla presenza dei genitori di Melania, Vittoria e Gennaro, del fratello Michele, e anche del marito Salvatore Parolisi. Nonostante fossero seduti tutti vicini - i Rea al primo banco, Salvatore dietro di loro - l'atmosfera è apparsa abbastanza tesa. Si sono scambiati il segno della pace, hanno preso tutti la Comunione ma poi nessun contatto tra le due famiglie. Nessuna dichiarazione da parte di Salvatore al termine della messa, e al momento non sembra stia partecipando alla fiaccolata dove, invece, c'è il papà di Melania. La fiaccolata, organizzata nel giorno del 29.mo compleanno della giovane, è iniziata con un minuto di silenzio. ''Lo abbiamo fatto per ricordare lei e tutte le altre vittime di una violenza cosi' brutale - hanno detto gli amici - per avere giustizia e verità''.
Volano i palloncini con la dedica di Vittoria
Trecento palloncini bianchi volano nel cielo di Somma Vesuviana al termine della fiaccolata. Ad alcuni è legato un biglietto: "Alla mia cara mamma. Gli angeli sono sempre belli e tu lo sei. Adesso che anche tu sei un angelo voglio dirti che non esiste un prima e un dopo. Essi vivono nel presente e TU sarai sempre IL MIO PRESENTE. Ciao mamma, la tua piccola Vittoria".
