CICLISMO

Tragedia al Giro: Weylandt cade e muore

Incidente su una discesa a Rapallo, a soli 20 km dall'arrivo

10 Mag 2011 - 01:26
 © Ansa

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Drammatica fine per un ciclista belga di 26 anni. Wouter Weylandt, della Leopard-Trek, è morto dopo essere caduto a 20 km dal traguardo della terza tappa del Giro d'Italia, in un tratto in discesa. Immediato l'intervento dei soccorsi: all'atleta è stato praticato il massaggio cardiaco e sono state fatte iniezioni di adrenalina e atropina per rianimarlo. Tutto è però stato inutile. Secondo la polizia avrebbe urtato con un pedale il guard rail.

"Famiglia troppo scossa per reagire"
"La famiglia di Wouter Weylandt è troppo scossa per reagire": ha detto ai media belgi Jef Van den Bosch, manager del ciclista belga. Van den Bosch ha anche lanciato un appello alla stampa perché in queste ore rispetti il dolore dei familiari e non li contatti. Il corridore era originario della città fiamminga di Gand.

Caduto su ripida discesa
Il ciclista del team Leopard-Trek è caduto durante la discesa dal Passo del Bocco, in una zona difficile da raggiungere anche per l'elicottero del 118. Weylandt si è schiantato contro un muro e ha battuto violentemente la testa: per 40 minuti i soccorritori hanno inutilmente tentato di rianimarlo, ma alla fine si sono dovuti arrendere. L'organizzazione del Giro d'Italia ha annullato la cerimonia di premiazione della tappa.

Un pedale ha urtato il guard rail
Secondo la polizia stradale di Chiavari, accorsa sul posto e intervistata da TM News, Weylandt sarebbe caduto dopo aver urtato il guard rail con un pedale. Ad assistere all'incidente sarebbero stati soltanto alcuni ciclisti in gara. Sul luogo della tragedia non erano presenti spettatori.

Domani l'autopsia

Il sostituto procuratore di Chiavari, Francesco Brancaccio, ha già dato il nulla osta per il trasferimento del corpo all'ospedale di Lavagna, dove domani il medico legale Armando Mannucci della Asl 4 chiavarese eseguirà gli esami autoptici. Sulla morte del ciclista verrà aperta un'inchiesta per chiarire la dinamica dell'incidente.

Giornata di lutto al Giro
Domani sarà una giornata di lutto al Giro, e come oggi nel finale di corsa saranno annullate tutte le manifestazioni di festa. Lo ha annunciato il direttore Angelo Zomegnan, dopo la morte di Wouter Weylandt. "Lasceremo ai corridori la libera scelta di interpretare a loro volontà la tappa di domani. Qualsiasi scelta faranno noi la rispetteremo" ha detto Zomegnan. In mattinata si svolgerà una cerimonia analoga a quella di ieri ad Alba per Pietro Ferrero, "Nel pomeriggio cancelleremo ogni musica e ogni festa, come fatto oggi negli ultimi dieci chilometri di questa sciagurata tappa". In tarda serata la direzione di corsa andrà ad accogliere all'aeroporto milanese di Malpensa la moglie e il padre del ciclista in arrivo dal Belgio. "Abbiamo anche pensato che non valeva la pena continuare - ha detto il direttore generale di Rcs Sport Michele Acquarone - ma abbiamo parlato con i corridori e abbiamo capito che loro sono i primi a voler continuare per rendere omaggio a Wouter. Dopodomani riprenderemo la festa, lo dobbiamo al nostro pubblico, ai corridori e soprattutto a Weylandt". .

Weylandt non doveva essere al Giro
Wouter Weylandt non doveva correre il Giro d'Italia. A rivelarlo sono i media belgi, ricordando che il corridore è stato chiamato all'ultimo momento in sostituzione di Daniele Bennati, il compagno di squadra che si era rotto la clavicola in una corsa in Svizzera. Wouter aveva inoltre annunciato a marzo che sarebbe diventato padre per la prima volta a settembre.