nuove rivelazioni

Carmela, mirino puntato su tre uomini: una guardia carceraria, un amico e il presunto molestatore

"La vittima era già stata nel boschetto del delitto". Gli inquirenti rivelano: lo confidò il marito a un amico. Dalle Procure di Ascoli e Teramo però ancora nessun iscritto nella lista degli indagati

27 Apr 2011 - 20:10
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 © LaPresse

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Carmela Melania Rea, al Bosco delle Casermette di Ripe di Civitella (Teramo), dove è stata trovata cadavere, ci era già andata una decina di giorni prima della scomparsa, avvenuta il 18 aprile. Particolare che il marito avrebbe tenuto nascosto agli investigatori. Il dettaglio sarebbe stato rivelato da Salvatore Parolisi a un amico, a sua volta sentito dai carabinieri di Ascoli come persona informata sui fatti.

La donna scomparve nel pomeriggio del 18 aprile a Colle San Marco, dove la donna di origine campane ma residente a Foligno (Ascoli Piceno) era andata con il marito e la figlia di 18 mesi, Vittoria. Secondo alcuni quotidiani il marito avrebbe raccontato di essere stato insieme con Carmela a Ripe di Civitella e che, nonostante la presenza in auto della bambina, di essersi appartato con la moglie. Un racconto che però il caporalmaggiore del 235esimo Rav di Ascoli (dove si addestrano le soldatesse), avrebbe tenuto nascosto agli investigatori.

Tre persone "attenzionate"
Tre uomini , tra cui due amici di famiglia, sono gli individui sui quali si concentrerebbe l'attenzione degli investigatori per trovare l'assassino di Carmela Rea. Non ci sono al momento iscritti nel registro degli indagati delle Procure di Ascoli Piceno e Teramo. I tre individuati, secondo gli investigatori, avrebbero da dire qualcosa di più di quanto non hanno già dichiarato a magistrati e carabinieri. Si tratta di una guardia carceraria, amico di Salvatore Parolisi, che ha aiutato il caporalmaggiore dell'esercito a cercare la moglie ma proprio in quella occasione i carabinieri avrebbero notato nell'uomo comportamenti che hanno destato qualche dubbio. Poi c'è il marito di Simona, amica di Carmela: la donna aveva mandato un sms alla vittima il giorno della scomparsa chiedendole di chiamarla. E infine un folignanese, l'uomo che avrebbe infastidito Carmela alla fermata dell'autobus.

18 aprile, le telefonate
Intanto trapelano i primi risultati dei riscontri sui tabulati telefonici di Carmela e Salvatore. Il 18 aprile la donna ha risposto all'ultima telefonata ricevuta dalla madre alle 13,30. Le due donne hanno parlato della piccola e dell'imminente partenza per Somma Vesuviana in vista delle feste pasquali. Alle 14,40 un'amica le ha inviato un sms, chiedendo di richiamarla, ma a questo messaggio non c'è mai stata risposta. Alle 15,20 Salvatore Parolisi fa la prima telefonata sul cellulare della moglie che aggancia la cella compatibile con Ripe di Civitella, ma la donna non risponde, come non risponderà più alle chiamate successive.

Si è anche appreso che Parolisi ha consegnato spontaneamente ai carabinieri gli indumenti che indossava il giorno della scomparsa della moglie, un paio di pantaloni corti e una maglietta piuttosto leggera se si considera che la giornata a Colle San Marco, pur non freddissima, non era comunque esattamente estiva.

Gli investigatori: Carmela non aveva alcuna doppia vita
Nessun elemento fa pensare a una doppia vita della giovane donna uccisa, secondo quanto emerso dalle indagini fin qui svolte. Gli investigatori di Ascoli e Teramo smentiscono infatti qualsiasi ipotesi che la donna avesse frequentazioni diverse dal contesto familiare e delle amicizie più strette. Una convinzione che, secondo gli inquirenti, è confortata anche dall'analisi dei tabulati telefonici relativi alle due sim card intestate alla donna e dall'uso del programma di chat messenger che Carmela utilizzava per riamnere in comunicazione con i parenti e le amiche più care.

Nuovi interrogatori e sopralluoghi
Al comando provinciale dei carabinieri di Ascoli Piceno si stanno programmando altre audizioni di testimoni e persone informate sui fatti. Proseguiranno i sopralluoghi di carabinieri, forestale e guardia di finanza con i cani da ricerche sia a Colle San Marco, sia al Bosco delle Casermette.

Si cerca in particolare un luogo, fra questi due punti, dove la donna e l'assassino potrebbero aver sostato, prima di arrivare nella pineta dove Carmela è stata ritrovata morta. Sarà approfondita la testimonianza di una persona che ha raccontato di aver visto fra le 15,30 e le 16 del 18 aprile una donna "andare velocemente" lungo la strada che dal pianoro di San Marco scende verso Ascoli.

Proprio in quella zona c'è il bivio per la frazione Colle dove martedì i cani molecolari hanno fiutato qualche traccia, tanto che sono stati effettuati prelievi in un pezzo di terra, ora in corso di analisi. In quella zona risiede anche un uomo che fra i primi ha partecipato alle ricerche e sarebbe per questo salito in macchina con Parolisi, che conosceva già. L'odore di Carmela potrebbe semplicemente averlo "acquisito" sedendo nel sedile del passeggero dell'auto, dove prima era stata seduta Melania, quando con il marito era andata in auto al San Marco. Saranno anche sentiti alcuni studenti di una scuola ascolana che il 18 aprile erano al pianoro a Colle San Marco dove avrebbero notato la presenza di Carmela e Salvatore insieme alla bambina.