Carmela Rea, secondo i risultati dell'autopsia, sarebbe stata uccisa con 35 violente coltellate, soprattutto al tronco e al collo, inferte in rapida successione, e sarebbe morta per dissanguamento. Per quanto riguarda il momento dell'omicidio, l'ipotesi è che abbia avuto luogo la notte della scomparsa, ma, specifica l'anatomopatologo, per confermarlo sono necessari ulteriori accertamenti.
Proprio L'impeto delle coltellate farebbe pensare a un gesto passionale e non premeditato. Al momento è stato confermato che l'omicidio è avvenuto in un luogo diverso da quello in cui è stato ritrovato il cadavere. Sulla donna, inoltre, secondo i riscontri emersi dall'esame autoptico, non c'è stata violenza sessuale. Una delle ferite è profonda, alla gola; altre sono arrivate in profondità a ledere gli organi interni. La donna avrebbe quindi perso molto sangue, e il fatto che nel boschetto di Ripe di Civitella non siano state trovate tracce ematiche avvalora, secondo gli investigatori, l'ipotesi che il delitto sia avvenuto altrove.
Per uccidere la giovane mamma sarebbe stato utilizzato un coltello a serramanico e i segni sul cadavere, che inizialmente avevano fatto pensare a una svastica, non sarebbero stati incisi volontariamente, ma sarebbero frutto dell'intrecciarsi delle violente coltellate.
Carmela, inoltre, non sarebbe stata legata. Non sono stati trovati, infatti, segni che possano provare il contrario e questo induce a credere che la donna possa essere stata narcotizzata e poi uccisa. Per tutto il pomeriggio i carabinieri hanno compiuto rilievi nell'area in cui mercoledì, intorno alle 14, un uomo, ancora sconosciuto, ha scoperto il cadavere, chiamando poi in forma anonima il 113. I militari del Ris hanno anche assistito all'autopsia, nell'intento di acquisire ulteriori riscontri. Da parte sua il procuratore di Ascoli, Umberto Monti, ha fatto sapere che nel fascicolo per omicidio non c'è ancora il nome di alcun indagato.
Le indagini vengono condotte in collaborazione tra le Procure della Repubblica di Teramo e Ascoli Piceno, dato che ancora non è possibile stabilire la competenza territoriale: al momento è della magistratura abruzzese, ma se si appurasse che il delitto è stato commesso nell'Ascolano, la competenza sarebbe della Procura marchigiana.
