un killer preso in 24 ore

Come si risolve un caso

Altro che Yara o Garlasco, l'omicidio di Ettore Vitello è stato risolto molto velocemente

01 Apr 2011 - 22:54
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Alessandro Cozzi © Dal Web

Alessandro Cozzi © Dal Web

Yara, Sara, Chiara. Brembate, Avetrana, Garlasco. Tre casi, forse i più i noti, tra i tanti in Italia ancora irrisolti. Sono passati mesi, anni addirittura nel caso del giallo di Garlasco, ma gli investigatori non sono ancora riusciti a dare un volto agli assassini di queste tre ragazze. Il delitto di Ettore Vitello a Milano invece è stato risolto in meno di 24 ore dagli uomini della squadra mobile guidata da Alessandro Giuliano e dal pm Maurizio Ascione. Non succede solo nei film. 

Non sono uomini usciti dalla fantasia dello sceneggiatore di Csi. Sono uomini in carne ed ossa che hanno fatto il loro lavoro a regola d’arte, con senso del dovere, passione e professionalità, senza tralasciare nessun dettaglio. Anzi, non hanno nemmeno usato tutti i sofisticati strumenti e le avanzate tecnologie che vengono ostentate nei telefilm. Le indagini sono state a costo a zero, per ammissione degli stessi inquirenti. Non sono state fatte intercettazioni.  Solo il fiuto degli investigatori, la loro preparazione ed esperienza, il duro lavoro fatto in prima persona.  

Ettore Vitello è stato ucciso intorno alle 19 di martedì sera. Alle 23.30 gli investigatori avevano già una pista privilegiata che poi si rivelerà quella giusta. Alle 1 di notte la squadra mobile era già a casa di Alessandro Cozzi, il presunto assassino. Alle 1.30 gli inquirenti lo stavano già interrogando. Il mattino dopo il presentatore killer ha confessato davanti al dottor Ascione. Un giallo risolto in 15 ore. Un tempo record. Mezzora dopo il delitto il Dottor Ascione era già sul posto a fare di persona le domande ai testimoni, ad amici, parenti e colleghi della vittima.

L’assunzione diretta e tempestiva delle loro dichiarazioni è stata determinante. Le piste inizialmente potevano essere molte. Dopo 4 ore ce n’era già solo una. L’unica anomalia, l’unica falla era quel credito di 17 mila euro col vecchio socio. Bisognava verificare subito questa intuizione, senza perdere tempo. Arrivati a casa di Cozzi gli investigatori lo hanno trovato con le mani piene di ferite ancora sanguinanti. Un elemento determinate. Sono le ferite che l’assassino si era procurato durante la colluttazione con la sua vittima, quasi la firma del delitto. Se gli investigatori fossero arrivati  a lui una settimana dopo i segni di queste ferite non ci sarebbero più stati. Le tracce ematiche e i video delle telecamere di sicurezza hanno confermato la pista iniziale.

Per i delitti le prime 24/48 ore sono determinanti. Gli inquirenti ce lo hanno ripetuto più volte. Sulla scena del delitto, a caldo, le prove emergono più nitidamente. Il colpevole è più scosso, fa più facilmente passi falsi, non ha ancora avuto il tempo di procurarsi un alibi o provare a depistare le indagini. Una indagine lampo. Procura e Questura hanno lavorato insieme per ottenere questo brillante risultato. Non è impossibile quindi. Si può. Si deve.