Secondo indiscrezioni riportate dal sito della trasmissione "Chi l'ha visto?", tracce del Dna del 39enne Danilo Restivo sono state rilevate sulla maglia indossata da Elisa Claps al momento della morte. Restivo è l'unico indagato per l'omicidio della studentessa potentina, ed è detenuto in Gran Bretagna in attesa di giudizio per l'omicidio di una donna inglese.
L'uomo è stato colpito anche da un mandato di arresto europeo emesso dalla magistratura di Salerno con l'accusa di aver ucciso Elisa Claps il 12 settembre 1993 (giorno della scomparsa della ragazza) con un'arma da taglio. Al momento dell'arresto in Gran Bretagna, Restivo non aveva voluto sottoporsi al prelievo di sangue e saliva richiesto con rogatoria dai pm salernitani, per cui la polizia inglese aveva sequestrato diversi suoi oggetti, dai quali oggetti il medico legale Vincenzo Pascali aveva estratto il "probabile" Dna, risultato diverso dai profili genetici isolati su alcuni reperti trovati nel sottotetto della chiesa.
Le autorità inglesi hanno comunque acquisito al momento dell'arresto in Gran Bretagna il Dna di Restivo e lo hanno custodito in un database, trasmettendolo di recente all'autorità giudiziaria di Salerno. Il Dna di Restivo è stato incrociato con quelli già isolati tra i reperti del sottotetto della chiesa nel corso di una superperizia sui profili genetici (quella eseguita da Pascali è stata giudicata lacunosa) affidata l'8 ottobre a due ufficiali dei carabinieri, il tenente colonnello Giampietro Lago, comandante del Ris di Parma, e il maggiore Andrea Berti, comandante della sezione biologica del Ris di Roma. Proprio nel corso di questa superperizia sarebbe stata accertata la presenza del profilo genetico di Restivo sul corpetto recuperato dal cadavere di Elisa Claps.
Il fratello di Elisa: "Si chiude il cerchio su restivo" "Si è chiuso il cerchio intorno a Danilo Restivo, che noi abbiamo considerato il responsabile della morte di Elisa fin da quel 12 settembre 1993. E' una notizia, una conferma, che abbiamo aspettato e per la quale ci siamo battuti per 17 anni": cosi' Gildo Claps - fratello di Elisa, il cui cadavere fu trovato il 17 marzo 2010 nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinita', a Potenza - ha commentato la notizia dell'individuazione di tracce del dna di Restivo (detenuto in Inghilterra) sulla maglia che la ragazza indossava il giorno della scomparsa.
