Bomba contro sede dell'Unione Sarda
Sull'isola scatta l'allarme attentati
La redazione dell'Unione Sarda, il primo quotidiano dell'isola, è entrata ancora nel mirino dei terroristi dopo la lettera-bomba di luglio. Un ordigno è stato fatto esplodere nella sede nuorese del giornale provocando gravi danni, ma nessun ferito. Il gesto non è stato rivendicato, ma per la polizia porterebbe la firma dei Nuclei proletari per il comunismo. Intanto si intensifica in Sardegna l'allarme attentati che conta ben 11 intimidazioni in 5 mesi.
Secondo i primi rilievi degli artificieri l'esplosivo usato per l'attentato non avrebbe superato i 200 grammi e non sarebbe del tipo utilizzato nelle cave. E' esploso contro la porta vetrata del locale che ospita la redazione del quotidiano che ospita anche gli uffici delle emittenti radiotelevisive del Gruppo Videolina e Radiolina, in via Brigata Sassari, nel centro della città. Data l'ora tarda, circa mezzanotte, al momento dell' esplosione, giornalisti e impiegati stavano concludendo il lavoro.
Secondo le prime indagini di carabinieri e Polizia, il gesto potrebbe essere legato alle azioni di matrice pseudo-terroristica firmate dai Nuclei proletari per il comunismo, che tra novembre e dicembre, hanno posizionato già due ordigni, rispettivamente a Sassari e a Olbia. Proprio l' Unione sarda indicava tra l'altro Nuoro come possibile covo dei gruppi eversivi.
La bomba allunga la seria di atti intimidatori che da mesi sta terrorizzando la Sardegna, un crescendo di episodi che ha costretto a rafforzare la sorveglianza e le precauzioni. Si tratta di lettere con esplosivo o proiettili e ordigni artigianali per un totale di 11 in pochi mesi.
Il 26 settembre, a Nuoro, in occasione della visita del ministro dell'Interno furono ritrovati due ordigni inesplosi vicino alla Prefettura e alla sede dell' Associazione degli Industriali. In precedenza, il 5 luglio si accertò che erano indirizzate all' Unione sarda due delle lettere-bomba esplose nel centro smistamento delle Poste di Peschiera Borromeo, a Milano.
Tra novembre e dicembre incominciò la serie di episodi rivendicati dai Nuclei proletari per il comunismo. Il primo risale alla tarda serata del 13 novembre quando un ordigno viene fatto esplodere a Sassari presso un' agenzia della Toro Assicurazioni.
