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"Acqua cumprà", a Roma il business illegale dei migranti che vendono bottigliette ai turisti

Le bottiglie dʼacqua in attesa di essere vendute vengano stoccate tra escrementi umani e animali. E i vigili cosa fanno? Chiudono un occhio

A Roma è emergenza "acqua cumprà". Sono soprannominati così i venditori abusivi di bottigliette d'acqua. Migranti spuntano con l'avvicinarsi della bella stagione, quando le giornate si fanno torride, setacciano il centro storico e i luoghi dei monumenti, assediano principalmente i turisti che, stanchi e accaldati, di solito cedono e si lasciano tentare dalle bottiglie ghiacciate che stringono in mano, alimentando un mercato abusivo.
Ma c'è molto di più dietro: comprare una di quelle bottigliette non solo contribuisce a sovvenzionare la criminalità organizzata, ma espone anche a rischi sanitari non indifferenti.
Come documenta infatti l'inviato di "Quinta Colonna", i venditori abusivi nascondono la propria merce nei parchi comunali, sotto terra e tra i cespugli. L'incuria del verde pubblico li aiuta a evitare i ficcanaso, ma fa sì che le bottiglie in attesa di essere vendute vengano stoccate tra escrementi umani e animali.
E i vigili cosa fanno? Chiudono un occhio, come ammette uno di loro senza sapere di essere inquadrato: "Quando io mi avvicino, loro si allontanano. Io sono uno, loro ha visto quanti sono?"