Sparatoria a Seriate, fermati quattro indagati | Scoperti arsenali di armi nei boschi
I fatti risalgono allo scorso 21 giugno e sono avvenuti alle piscine Aquamore. Ma prima di quella data ci fu un altro episodio altrettanto grave
Quattro indagati fermati e la scoperta, con conseguente sequestro, di alcuni arsenali di armi nascosti fra i boschi fra Lombardia e Piemonte. È il primo bilancio delle indagini partite in seguito a una sparatoria avvenuta alle piscine Aquamore a Seriate, in provincia di Bergamo, lo scorso 21 giugno. Secondo un comunicato elaborato dalla Procura della Repubblica di Bergamo, che ha autorizzato la diffusione di foto e video relative alla vicenda, la sparatoria avrebbe addirittura avuto un precedente il 15 giugno. Il quadro, dunque, sembra essere piuttosto largo.
Determinati a eliminare i rivali
Partiamo dai primi fatti. Come scritto nel comunicato, un gruppo composto da circa 12 persone con volto coperto da passamontagna è sbucato dalle aree boschive di San Paolo d'Argon, nella bergamasca, imbracciando fucili d'assalto tipo AK-47 e muovendosi in modo organizzato prima di dileguarsi rapidamente a bordo di tre autovetture. Le forze dell'ordine hanno successivamente scoperto che dietro all'azione si nascondeva un ragazzo, soprannominato "Botros", nato in Marocco nel 1997, clandestino, senza fissa dimora e gravitante fra vari luoghi della provincia di Milano e non.
“Botros”, indicato come il capo di questo gruppo armato, aveva l'obiettivo di eliminare fisicamente esponenti dei gruppi rivali nello spaccio di stupefacenti colpendo, nel caso specifico, la fazione in cui era presente un ragazzo nato in Marocco nel 1999 e gestore delle aree di spaccio nella boscaglia in provincia di Bergamo. Il primo agguato però non è andato a buon fine.
Il secondo attacco e la sparatoria
Così il 21 giugno "Botros" ha organizzato un nuovo agguato presso l'affollato impianto sportivo “Aquamore” di Seriate. Qui lui e la sua banda hanno teso un agguato nei confronti del rivale. Mentre un complice apriva il fuoco all'esterno della piscina con un AK-47, "Botros", armato di una pistola mitragliatrice, ha inseguito la vittima fin dentro i locali del bar e della reception. Secondo le ricostruzioni, non sono stati esplosi meno di sette colpi. Da qui le indagini, i pedinamenti e il fermo di quattro indagati.
I ritrovamenti
In questa storia c'è di più. Ovvero, il ritrovamento di diverse armi nascoste nei boschi tra Vittuone e Cisliano, nel Milanese: Kalashnikov AK-47 con 30 proiettili, fucili d'assalto con 19 proiettili, altri proiettili di vario tipo e sostanze stupefacenti pari a 518 grammi di hashish, 56 grammi di eroina e 114 grammi di cocaina, destinati a rifornire le piazze di spaccio del gruppo.
Grazie ai pedinamenti, le autorità sono risalite anche ad altre armi nascoste nel bosco di Oleggio Castello, in provincia di Novara: fucili d'assalto tipo Kalashnikov AKS 74 con 30 proiettili e altri modelli di fucili d'assalto. Le armi e la droga sono stati inviati al Ris di Parma insieme agli elementi raccolti sulla scena del crimine e sulle auto utilizzate per la fuga a Seriate, mentre i fermati sono stati prima portati nel carcere di Bergamo e poi trasferiti presso altre case circondariali, per impedire contatti con gli esponenti del gruppo rivale.
