Sono 266 in tutto gli episodi di peculato contestati a cinque dipendenti del Consorzio Autostrade Siciliano e a un impiegato di una società privata che gestisce la rete informatica dell'ente accusati di aver fatto la cresta sui pedaggi pagati dagli automobilisti che transitavano sull'autostrada Palermo-Messina: a renderlo noto è la Procura di Termini Imerese che ha aperto una inchiesta sulla vicenda. Il procedimento nasce da un esposto presentato dal Cas nel quale si denunciavano gravi anomalie negli incassi ai caselli di Buonfornello, Cefalù e Castelbuono e una sproporzione tra il numero dei transiti registrati e gli importi effettivamente incassati e versati al consorzio. Gli agenti della polstrada hanno piazzato delle telecamere nei gabbiotti dei caselli e hanno registrato gli stratagemmi utilizzati: i tecnici esattori avrebbero ritirato il biglietto del pedaggio e il denaro contante di volta in volta consegnato dall'utente per pagare, ma non avrebbero inserito il tagliando regolare nel "ricevitore di pista".
