Milano, l'agente accusato di omicidio parla davanti ai magistrati
Il quadro probatorio viene completato in queste ore con testimonianze, accertamenti balistici ed eventuali filmati da camere fisse
di Tito Giliberto"Eravamo nella penombra, ho avuto paura". Così l'assistente capo di polizia, indagato per avere sparato e ucciso il 28enne Abderrahim Mansour nel cosiddetto "boschetto della droga" a Milano Rogoredo, ha verbalizzato il suo racconto davanti ai magistrati. L'agente 40enne, sotto inchiesta per omicidio volontario come atto dovuto anche a sua garanzia, in circa mezz'ora nella questura di via Fatebenefratelli ha fornito nuovi elementi in un caso che, non soltanto per il suo legale, sembra configurarsi come legittima difesa. Il quadro probatorio viene completato in queste ore con testimonianze, accertamenti balistici ed eventuali filmati da camere fisse.
