Sarebbe soprattutto la rabbia il sentimento che muove i giovani che prendono parte alle manifestazioni di protesta. I ragazzi si indignano più di quanto abbiano paura. Lo afferma uno studio dell’Istituto Demoskopika che ha analizzato oltre 24 mila contenuti social pubblicati tra l’8 e il 25 ottobre. Un report da cui emergono le priorità della cosiddetta “Generazione Zeta”, definita dallo studio «Giovani in piazza. Orientamenti, preoccupazioni ed emozioni dei giovani in rete» mobilitata ma non compatta. La prima preoccupazione che alimenta la protesta - si legge nei dati - è il caro vita che viene citato in oltre il 32% dei commenti e nei contenuti. Un argomento che per la prima volta supera la scuola. Seguono il lavoro e la violenza, entrambi citati in oltre il 15% dei casi analizzati. La paura del futuro resta ai margini del dibattito. E’ presente in meno del 9% dei commenti. Le recenti mobilitazioni raccolgono un ampio consenso. Le appoggerebbe la maggior parte dei giovani, 6 su 10,. Che però si dividono sulle modalità in cui vengono messe in atto. Sull’ordine pubblico la piazza si spacca. Quasi la metà condanna gli scontri con le forze dell’ordine, meno del 7% li giustifica.
