Inchiesta arbitri, presto nuovi indagati
Oltre al disegnatore Rocchi e al supervisore Var Gervasoni, anche Nasca, Di Vuolo e Paterna. Al momento non risulta coinvolta l'Inter e i suoi dirigenti
di Federico MastriaLa macchia sotto forma di nuova "arbitropoli", tornata a sporcare il calcio italiano, è destinata ad allargarsi nelle prossime ore. Sono cinque, al momento gli indagati con nome e cognome: insieme al designatore Rocchi, Gervasoni, Nasca, Di Vuolo e Paterna, il varista protagonista del famoso video con il rigore suggerito da dietro le quinte. A questo gruppo si aggiungeranno presto altri indagati visto che alcune ipotesi di frode sportiva sono contestate in concorso con più persone. Dalla Procura di Milano si apprende inoltre che l’Inter e i suoi dirigenti non risultano indagati, le persone iscritte nel fascicolo d'indagine sono tutte legate al mondo arbitrale.
A proposito di mondo arbitrale, l’inchiesta sta portando alla luce i segreti delle sale Var di Lissone con tanto di codici segnaletici, decisi nei raduni settimanali e poi usati dai graduati Rocchi e Gervasoni, nelle giornate di campionato per dare l’aiutino ai varisti dall’esterno delle vetrate. Il ben noto sasso, carta, forbice sarebbe uno dei metodi ricorrenti. Particolari e modus operandi svelati dall’ex arbitro Pasquale De Meo. Il designatore Rocchi, autosospesosi, è stato convocato giovedì 30 aprile dal pubblico ministero Maurizio Ascione, titolare dell’inchiesta ma potrebbe anche non presentarsi o semplicemente avvalersi della facoltà di non rispondere. Al suo posto intanto è stato nominato designatore ad interim il 49enne ex fischietto Dino Tommasi che dovrà occuparsi di gestire le ultime quattro giornate di campionato e la finale di Coppa Italia.
