Garlasco, Matone a "Diario della Domenica": "Post di Sempio molto utili anche se l'ossessione non fosse stata per Chiara"
La ex magistrata e deputata della Lega: "Servono a inquadrare a 360 gradi qual è la personalità dell'indagato"
Sul nuovo filone di indagine della procura di Pavia in cui Andrea Sempio risulta l'unico indagato per l'omicidio di Chiara Poggi, avvenuto nel 2007, Simonetta Matone - ex magistrata e deputata della Lega - commenta ai microfoni di Diario della Domenica: "Queste acquisizioni fatte dai carabinieri servono a inquadrare a 360 gradi qual è la personalità dell'indagato. Non serve dimostrare che l'ossessione era per Chiara Poggi. Quello che conta è che esista un'ossessione nei confronti di un essere di sesso femminile in un periodo temporale vicino a quello della commissione dell'omicidio. Hanno una valenza relativa, ma fino a un certo punto, perché sono molto, molto utili".
"Se si dispiegano ben quattro magistrati - continua -, di cui due al culmine della loro carriera, e se questi soggetti lavorano indefessamente e segretamente senza mai indire una conferenza stampa o far trapelare nulla e ciò che noi riusciamo a sapere ora è soltanto in virtù del fatto che è stato disposto l'interrogatorio dell'indagato, secondo me hanno molto di più di quello che noi possiamo immaginare".
"Questa non è una partita nella quale si tifa per una squadra o per l'altra", afferma poi Matone, in riferimento ai sostenitori della colpevolezza Alberto Stasi e a quelli che credono che l'omicidio sia stato commesso da Andrea Sempio. "Io ho sempre sostenuto che, in presenza di due assoluzioni e di una richiesta del procuratore generale" di allora "in cui si chiede il rigetto del ricorso perché elementi al di là di ogni ragionevole dubbio su Alberto Stasi non ci sono, io penso che qualcosa in questa vicenda secondo me non ha funzionato".
