Fakir, l'uomo che aiutò la polizia: "Minacciato e picchiato, vivo recluso da un amico"
L'uomo ha 37 anni ed è originario del Kossovo: ha scelto di parlare a volto coperto perché teme per la sua vita
di Chiara Ottaviani"È cambiata in peggio essendo minacciato dormendo lontano da casa mia essendo lontano da mia mamma mi devo avvicinare di notte per andare a sentire come sta. Non è possibile che io viva questo incubo". Quest’uomo, 37 anni originario del Kossovo, ha scelto di parlare a volto coperto perché teme per la sua vita. Ha paura per le tante minacce che riceve dal 19 luglio scorso quando, durante le manovre di contenimento della polizia, aveva aiutato gli agenti, a immobilizzare Abderahim Fakir, morto al quartiere Pilastro di Bologna. “La polizia mi chiede un po’ d’acqua per lui, cerca di dargli l’acqua ma lui non era in sé, sputava tirava ciabatte, un suo compaesano mi fa tieni i piedi e dopo i poliziotti mi dicono tienigli i piedi che lo portiamo via al più presto. Quando gli tenevo i piedi dicevo ti prego stai buono che vai in ospedale a guarirti.”
