Arrivano in Questura a Campobasso, uno alla volta, tutte le parti coinvolte nell'inchiesta sul presunto avvelenamento da ricina che ha portato alla morte di Antonella Di Ielsi, 50 anni, e della figlia Sara Di Vita, 15 anni. Sono in corso gli accertamenti sui dispositivi elettronici sequestrati: cellulari, computer, tablet e modem. Gli specialisti della polizia scientifica stanno analizzando dati, chat, cronologie e ricerche web per ricostruire eventuali contatti o interrogativi legati alla sostanza tossica.
