in questura amici di famiglia

Avvelenate con la ricina, dal telefono della figlia estratte chat con parenti e amici

Sotto la lente degli inquirenti anche"appunti sui pasti consumati in quei giorni, spostamenti e ricerche online"

di Andrea Noci
28 Apr 2026 - 18:59
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Gli amici della famiglia Di Vita sentiti in questura come persone informate sui fatti. Vogliono stringere il cerchio sulle indagini gli agenti della squadra mobile di Campobasso al lavoro sul giallo di Pietracatella: capire chi abbia avvelenato con la ricina la quindicenne Sara Di Vita e sua madre Antonella Di Ielsi, 50 anni, morte pochi giorni dopo Natale. Dal telefono ancora sotto sequestro di Alice di Vita, la figlia più grande, l’unica che la sera del 23 dicembre - quella in cui si pensa sia avvenuto l'avvelenamento - non c'era, gli inquirenti hanno estratto chat con 11 persone tra familiari e amici. E poi appunti sui pasti consumati in quei giorni, gli spostamenti e le ricerche online per capire come fossero state curate in ospedale madre e sorella trovate solo dopo il decesso positive alla ricina.