Sono le parole di Taj Mohammad, l’unico sopravvissuto alla strage di Amendolara, a far luce sugli ultimi istanti di vita di Wasem, Fazal, Ismat e Amjad, i quattro braccianti arsi vivi in un minivan lunedì scorso in Calabria. “Eravamo schiavi, vivevamo in 10 in una sola stanza e lavoravamo senza contratto”, ha raccontato.
