Quattro braccianti bruciati vivi, la pista del caporalato dietro la mattanza
Due fermati per omicidio plurimo aggravato. Il racconto del sopravvissuto: "Ci minacciavano con coltelli e pistole e ci facevano lavorare senza paga"
di Giuseppe FacchiniLe indagini sulla strage di Amendolara puntano al racket del caporalato. Due cittadini pakistani sono stati fermati per l'omicidio dei quattro braccianti trovati carbonizzati in un'auto incendiata lungo la Statale 106. Decisiva la testimonianza dell'unico sopravvissuto, un giovane afghano riuscito a fuggire rompendo un finestrino. Ai magistrati ha raccontato di minacce, sfruttamento e lavoro senza stipendio.
