Bimbo trapiantato, è il momento delle responsabilità
Il legale della famiglia: "Ora dobbiamo capire dalla documentazione se c'è qualche speranza di renderlo nuovamente trapiantabile"
di Dario Vito“Attendiamo le cartelle cliniche e i verbali del gruppo interdisciplinare per poterli eventualmente sottoporre in via autonoma ai centri specializzati”. È Il tempo delle responsabilità. Ma per poter accertare i fatti occorre ricostruire la catena di errori. “Fin quando non c’è la morte cerebrale di un soggetto, lo si tiene in vita. Ora dobbiamo capire dalla documentazione se c’è qualche speranza di renderlo nuovamente trapiantabile”, ha dichiarato Francesco Petruzzi, legale della famiglia. È il 23 dicembre, giorno del trapianto. La verità emergerà soltanto dopo 50 giorni, con la notizia che finisce sulle prime pagine dei giornali. L’organo, che avrebbe dovuto sostituire il cuore malato del bimbo, è stato danneggiato durante il trasporto. Ed è anche su questo che si concentrano le indagini. La procura di Napoli procede per lesioni colpose e omissioni. Sono sei gli indagati, ma la lista potrebbe allungarsi.
